Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 20 Dicembre 2020

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Medita

Maria rimane sola dopo l’annuncio. La Madre del Signore non vedrà più, da quel momento in poi, un solo inviato di Dio; non avrà mai più nessun colloquio del genere. Darà alla luce quel bambino, assisterà a segni prodigiosi, lo vedrà crescere in grazia e sapienza, lo guarderà discorrere con i sacerdoti del tempio, gli sarà vicino fino alla croce; ma in nessun modo avrà più spiegazioni.

Nessuna indicazione per essere la madre del figlio di Dio. Dovrà continuare per tutta la vita ad avere quella fede incrollabile avuta al pronunciarsi del suo sì. Una creatura dotata delle sue sole forze. Maria, come disse Papa Giovanni Paolo II, “ha camminato nell’oscurità della fede”. Prima di essere sede della Sapienza, porta del Cielo, aiuto dei Cristiani (…) è stata una persona come tutti noi, a cui è stato chiesto l’impegno di una fede senza esitazioni. Maria interpella la vita di ciascuno di noi con il mistero che è stata in grado di accogliere e con la sua infinita fiducia di creatura.

Per riflettere

Quanto è piccola la nostra fede, che trema e vacilla ad ogni evento della nostra vita? Quanto è povero il nostro affidarsi? Pregando contempliamo la storia di Maria, immedesimiamoci nella sua vicenda. Lasciamo che sorga in noi un senso di profonda ammirazione.

Preghiera finale

Vergine dell’Annunciazione,
rendici, ti preghiamo, beati nella speranza,
insegnaci la vigilanza del cuore,
donaci l’amore premuroso della sposa,
la perseveranza dell’attesa,
la fortezza della croce.
Dilata il nostro spirito
perché nella trepidazione
dell’incontro definitivo
troviamo il coraggio di rinunciare
ai nostri piccoli orizzonti
per anticipare, in noi e negli altri,
la tenera e intima familiarità di Dio.
(Carlo Maria Martini)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi