Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 2 Marzo 2021

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…La cattedra è il luogo da cui si impartisce un insegnamento: che cosa intende Gesù quando parla di cattedra di Mosè? Mosé non è un sapiente, né un fine parlatore: è un uomo che accetta di farsi guida e maestro del suo popolo. Guida nel lungo itinerario della liberazione dalla schiavitù, maestro nella fedele trasmissione al popolo della Legge di Dio.

Tutti coloro che dopo di lui sederanno su quella cattedra avranno la responsabilità di continuare la mediazione fra Dio e il popolo, in una prospettiva di liberazione. Purtroppo le cose non vanno così: gli scribi e i farisei tramandano la legge di Mosè, che Gesù esorta a praticare e osservare, ma ad essa aggiungono pesanti fardelli, che non servono a mantenere rapporti di giustizia e di armonia fra gli uomini e con Dio, ma piuttosto a riproporre modelli di schiavitù. Sei schiavo quando il tuo legame con Dio non è più fondato sull’amore, ma su una serie infinita di precetti da osservare se non vuoi essere punito; sei schiavo anche quando il dio della tua religione è la tua immagine, la tua visibilità, il tuo compiacimento nell’essere visto e lodato da tutti.

Una società non può fare a meno di maestri, padri e guide. Il servizio di chi educa e insegna è prezioso per la crescita dei singoli e della comunità. Gesù non vieta di ricoprire questi ruoli di autorità e responsabilità (ministeri), anzi lui stesso invia i suoi apostoli a predicare e a guarire, facendoli in un certo senso sedere sulla cattedra di Mosè. Ma solo Dio è Padre e, come ci ricorda Paolo, ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome da lui (Ef 3, 15), la vanagloria deve essere bandita da chi vuole seguire il Cristo.

Per riflettere

Non sono io davanti allo specchio che mi guardo, non sono io il centro delle attività, persino il centro della preghiera, tante volte… No, no, è Lui il centro. Io sono in periferia. È Lui il centro, è Lui che fa tutto. (Papa Francesco ai sacerdoti di Roma, marzo 2019)

Preghiera finale

Dal desiderio di essere stimato, liberami, Gesù.
Dal desiderio di essere amato, liberami, Gesù.
Dal desiderio di essere esaltato, liberami, Gesù.
Dal desiderio di essere onorato, liberami, Gesù.
Dal desiderio di essere lodato, liberami, Gesù.
Dal desiderio di essere preferito agli altri, liberami, Gesù.
Dal desiderio di essere consultato, liberami Gesù.
Dal desiderio di essere approvato, liberami, Gesù.
(cardinal Merry del Val)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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