Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 2 Giugno 2020

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Medita

I farisei e gli erodiani, sotto l’apparenza di fedeltà alla legge di Dio o a quella dell’Imperatore, cercano motivi per accusare Gesù. Se alla loro domanda egli rispondesse: “Dovete pagare”, potrebbero accusarlo di essere amico dei romani.  Se invece desse come risposta: “Non dovete pagare”, potrebbero accusarlo, presso le autorità romane, di sedizione.  Cristo trova una via di uscita che li sorprende: la tassa va pagata all’imperatore perché l’immagine sulla moneta è la sua. Ma, l’uomo, ogni essere umano, porta in sé l’immagine di Dio e, quindi, è a Lui che ognuno deve “pagare” il giusto tributo, perché gli è debitore della propria esistenza.
Gesù non rimane sul piano politico, ma afferma che ciò che più conta è il Regno di Dio. Gesù non contrappone lo Stato a Dio e dice di contribuire al bene comune pagando le tasse, perché il convivere richiede solidarietà. Gesù ricorda a tutti noi che siamo creati a immagine di Dio, che se a Cesare spettano i tributi, a Dio appartiene la nostra vita. Non solo, ogni donna e ogni uomo sono talenti d’oro offerti a noi per il nostro bene, sono nella nostra vita le monete che portano incisa l’immagine e l’iscrizione di Dio, perciò ne discende il comandamento dell’amore verso i fratelli e le sorelle di tutto il mondo.

Rifletti

Quale è il mio rapporto con le leggi dello Stato? Sono corretto verso la mia comunità?

Prega

O Dio, che guidi l’universo
con sapienza e amore,
ascolta la preghiera
che ti rivolgiamo
per la nostra Italia:
fa’ che cresca nella giustizia
e nella concordia;
fa’ che tutti i cittadini
siano giusti, e i governanti saggi,
perché si attui il vero progresso
nella pace.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.


AUTORE: Cristina e Emanuele Cattin, Michela e Paolo Buti
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
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