Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 2 Dicembre 2020

87

Medita

Il figlio di Dio è un uomo che ha compassione. Non servirebbe aggiungere molto altro per guardare con stupore al Vangelo. L’Onnipotenza di Dio, incarnandosi, si traduce in un uomo che guarda alle ferite di chi ha accanto con profonda tenerezza. È in questo sguardo che si intravede già con limpidezza la luce della Salvezza. Potremmo infatti credere che l’atto sensazionale di guarire un malato o ridar vista a chi è nato cieco sia di per sé l’atto di rottura più forte con tutto quel che conosciamo, addirittura oltre la logica umana con cui più abbiamo familiarità.

Eppure, a guardar bene, possiamo soffermarci su un aspetto ancora più fondamentale; quello di un uomo che sente una così forte vicinanza con le persone, non solo da guarirle, ma da avere poi preoccupazione che abbiano di che mangiare per il cammino del ritorno. Ecco, dunque, che al miracolo della guarigione si aggiunge quello della moltiplicazione. Il Cristo si mostra grande nella Misericordia, non solo per la prodigiosità dei gesti, ma perché ha preoccupazione di farne.

Non è solo su un piano divino che si distingue—da sette pani e pochi pesci una grande abbondanza per tutti—, ma su un piano umano—ho così a cuore il tuo bene che al bene più grande possibile, aggiungo un bene quotidiano, semplice, un’attenzione ulteriore e non richiesta. Il Signore non ci mostra qualcosa attraverso la via impossibile dei miracoli, che non potremo mai imitare, ma ci istruisce sulle nostre possibilità. Cristo è portavoce di un’umanità compiuta, non solo della grazia che proviene da Dio.

Per riflettere

Quante volte è nelle nostre possibilità fare qualcosa di significativo per l’altro, ma non lo realizziamo o non ce ne accorgiamo? Basta avere accortezze più meditate e profonde perché queste possano già realizzare e rendere nuovamente viva la parola del Vangelo.

Preghiera finale

Signore, rendimi attento ai bisogni e le necessità di chi ho intorno.
Aiutami ad uscire dalla mia paura o dal mio disinteresse.
Apri i miei occhi Signore,
per mostrarmi tutto il bene che posso compiere in tuo nome,
con la semplicità di un gesto.


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi