Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 2 Aprile 2020

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Medita

Il brano che oggi la liturgia ci invita a meditare, ancora una volta, mette in opposizione Gesù e i suoi ascoltatori. Ma le parole di Gesù, forse, anche a noi appaiono stonate: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”. Ma cosa dici Signore? Ogni giorno facciamo esperienza della morte che ci separa dai nostri cari e talvolta ci fa dubitare della bontà e giustizia di Dio. Però se ci fermiamo un attimo a riflettere e attiviamo la memoria biblica possiamo sentir risuonare dentro di noi le parole: “vi è stato detto da Dio: «Io non sono il Dio dei morti, ma dei vivi»” (cfr. Mt 22, 32). E ancora: “le parole che vi ho dette sono spirito e vita” (cfr. Gv 6, 63). Il Signore continua a ripetere che ci ama e ci dona la vita eterna che non esclude, nel tempo della vita terrena, il dolore e la morte, ma ci rassicura continuamente che l’ultima parola non della morte! I presbiteri, attraverso il loro ministero ci spalancano, fin d’ora panorami d’eternità: attraverso la celebrazione dei sacramenti… la messa, la riconciliazione sono momenti di grazia di cui poter usufruire tutti i giorni e insieme alla preghiera personale, ci permettono di poter gustare un assaggio della relazione del Padre con il Figlio, relazione a cui siamo chiamati anche noi. Nella fatica del quotidiano, nel dubbio della fede, ricorriamo alla Parola; la Bibbia è una lunga “lettera” con cui Dio non si stanca mai di ricordarci il suo amore e la sua alleanza con noi e che non ci lascia mai soli.

Rifletti

Il Vangelo spesso ci scomoda: chiedo al Signore di rimanere su quella Parola che mi fa più fatica e che il suo Spirito illumini la mia mente e il mio cuore perché io la possa comprendere e farla diventare vita.

Prega

In questa giornata offriamo la nostra preghiera
e le nostre azioni per le vocazioni al sacerdozio.
Chiediamo al Padre, fonte della vita e di ogni vocazione
che i giovani si interroghino sulla possibilità di donare,
con generosità, la loro vita per il servizio dei fratelli
e che i ministri ordinati, nelle loro comunità, trovino sostegno,
accoglienza e la possibilità di essere fratello e padre
di quanti gli sono affidati.
Che possano mostrare il volto d’amore del Padre
a quanti sono mandati e siano testimoni della gioia
di aver incontrato il Signore della vita.

Fonte: Ascolta e Medita – Marzo 2020 curato da Domenico Coviello, Angela Castino – Arcidiocesi di Pisa – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi