Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 18 Febbraio 2021

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Medita

Seguire Gesù vuol dire accettare di condividere la sua vita, che è vita di gioia, luce, gloria e dolore. La vita di Gesù è un tutto, un insieme, di cui la Croce è un passaggio essenziale.

La Croce è la conseguenza dell’impegno liberamente assunto da Gesù di rivelare la Buona Novella che Dio è Padre, e che quindi tutti e tutte dobbiamo essere accettati e trattati da fratelli e sorelle. A causa di questo annuncio rivoluzionario fu perseguitato e non ebbe paura di dare la propria vita. L’annuncio di Cristo in questo caso è di quelli che per essere accettati sconvolgono la vita, e necessita di un atto di fede completo, come quello di Abramo che porta sul monte Isacco per sacrificarlo: “Chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà”.

Perdere la vita per causa di di Cristo vuol dire perdere la vita per i fratelli, e non c’è prova d’amore più grande che dare la vita per il fratello, che vuol dire rinnegare se stessi, dire di no al proprio egoismo, prendere la prorpia Croce di ogni giorno. Non una Croce astratta, ma quella che Cristo ci porge e che ogni giorno ci troviamo davanti. Solo accogliendola, amandola e dicendo “No” a noi stessi potremo dire di seguirlo veramente.

Per riflettere

La condizione per seguire Gesù è la croce. Come reagisco davanti alle croci della vita?

Preghiera finale

Ti adoriamo o Cristo, Tu hai sofferto per noi,
lasciandoci un esempio perché anche noi amiamo come Te.
Tu, sul legno della Croce, hai dato la tua vita
per liberarci dal peccato e dalla morte.
Tu ti sei caricato delle nostre sofferenze
perché noi fossimo liberati ed ogni nostra situazione
fosse aperta alla speranza.


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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