Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 18 Aprile 2020

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Medita

Al termine della settimana di Pasqua, la Liturgia propone, con la lettura del vangelo di Marco, una sorta di compendio sintetico delle prime apparizioni del Risorto. Dapprima la manifestazione a Maria di Màgdala; poi, quasi certamente, il riferimento all’incontro con i due discepoli in viaggio verso Emmaus e, infine, le manifestazioni agli undici.
L’elemento di novità che Marco ci offre è il duro rimprovero di Gesù agli undici perché non avevano dato piena credibilità a chi, prima di loro, aveva incontrato il Signore risorto. Conferma, dunque, nella conferma: gli apostoli, gli uomini che Gesù stesso si era scelti, sono stati messi alla prova del dover credere ad altre persone, meno “qualificate”.
È ancora la pedagogia di Dio in azione. Un copione umano avrebbe di certo subito chiamato in causa Pietro, “capo” della Chiesa nascente, o la Madre di Gesù, se proprio una donna doveva essere. Con gli occhi della fede, illuminata dalla ragione, abbiamo molto da ringraziare Dio perché fa le cose a modo suo e non nostro! Come non vedere, anche nello snodo di queste vicende, la predilezione del Signore per “i poveri in spirito”, la sua libertà nella distribuzione dei carismi, il pressante richiamo all’umiltà, il valore dato alla testimonianza per la fede di allora e di sempre? E chissà quanto altro ancora che non riusciamo a vedere!
Dopo il rimprovero, quasi inaspettatamente, con una consequenzialità che non appare immediata, ecco l’invito alla missione. I difetti, i limiti umani, persino il peccato… gli apostoli non ne sono esenti e ne hanno fatto amara esperienza. Ma da quel momento la loro forza è nel Signore risorto; solo questo serve per portare il Vangelo ad ogni creatura.

Rifletti

I miei limiti, la mia inadeguatezza, le mie mancanze e anche le mie colpe. Tutto può essere superato e nulla di tutto questo mi esime dalla testimonianza… se trovo forza nella fede in Gesù risorto.

Prega

Dio Padre nostro
aiutaci ad essere Chiesa in uscita.
Avvicinandoci a tutti
specialmente ai più svantaggiati
insegnaci ad essere discepoli missionari
di Cristo Gesù, il Signore dei Miracoli.
Vivendo l’amore, ricercando l’unità
e praticando la misericordia,
affinché, protetti dall’intercessione di Maria, Madre della Chiesa,
viviamo e annunciamo al mondo la gioia del Vangelo.
(Papa Francesco)

Fonte: Ascolta e Medita – Aprile 2020 curato da Daniela e Mauro Leoncini – Arcidiocesi di Pisa – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi