Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 17 Settembre 2020

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Medita

La serata si svolgeva tranquilla, quasi monotona. La luce delle candele creava un’atmosfera calda, anche se in realtà il clima tra le persone era freddo e distaccato. Ogni tanto, c’erano lunghe pause di silenzio. Si poteva sentire il suono del vino versato nei calici e lo sfregare dei vestiti sui cuscini. Ad un certo punto venne lei. Non era invitata, e Simone il fariseo non avrebbe mai pensato che una donna del genere potesse varcare la soglia di casa sua. Le lacrime le avevano sciolto il trucco, creando l’aspetto di un clown triste. Subito si gettò ai piedi del maestro, abbracciandoli con tutte le sue forze. Il padrone di casa non sapeva che fare. Avrebbe voluto afferrarla e sbatterla fuori, ma non voleva scenate proprio la sera in cui aveva un ospite speciale. Non riusciva a capire perché il suo ospite non reagisse. Perché si lasciava accarezzare da una donna del genere, mettendo a rischio la sua reputazione?

Gesù intuì dal suo sguardo la tempesta dei pensieri che affollavano la sua mente e disse: “La perdono perché ha amato tanto”. Simone non capì quella frase e abbassò lo sguardo. Per lui la vita era molto semplice: “Se ti comporti bene, avrai il premio. Se ti comporti male, verrai punito”. Una regola semplice che si poteva applicare con tutti, anche con Dio. Quello che non riusciva a immaginare erano le notti in cui quella donna rimasta sola nel buio, soffocando il suo pianto, tendeva la mano verso l’alto, sperando che Dio l’afferrasse con delicatezza per rialzarla in piedi. Non immaginava come si potesse sentire umiliata quando si metteva in fila ai banchi del mercato, mentre nessuno le rivolgeva la parola e lentamente si scostavano da lei. Non poteva capire cosa provasse quando abbracciava il figlio che si guardava intorno per paura di essere visto dagli altri. Simone sorseggiava il vino del calice, sperando che la cena finisse il prima possibile. Il giorno dopo, tutto sarebbe tornato alla normalità.

Rifletti

Quanto è importante per me il perdono di Dio? Mi viene da pensare a volte di non avere particolari peccati, sentendomi orgoglioso? Mi capita di giudicare gli altri senza avere un briciolo di compassione?

Prega

Aiutami, Signore,
a non giudicare gli altri.
Fammi avere un briciolo di compassione
verso chi ha fallito nella vita.
Aiutami a capire
che anch’io spesso ti tradisco;
dico di amarti, ma non è vero.
Asciuga i miei pianti,
perché anch’io impari a consolare gli altri.


AUTORE: Claudia Lamberti e Gabriele Bolognini
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
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