Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 16 Aprile 2020

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Medita

I discepoli di Emmaus rientrano precipitosamente a Gerusalemme. L’evento straordinario che hanno vissuto deve essere subito annunciato e condiviso. Trovano gli undici riuniti con altri. Dal testo lucano del giorno di ieri sappiamo che nel frattempo il Signore è apparso anche a Simone. Allora è tutto vero! Possiamo immaginare l’eccitazione gioiosa, alla quale fa da suggello il Signore stesso, che appare in mezzo a loro. E tuttavia…
Tuttavia i discepoli sono letteralmente sconvolti e pieni di paura. Questo, ancora una volta, fa davvero riflettere sulla “solidità dei racconti”. “Questi qui” davvero non se l’aspettavano proprio la resurrezione! E candidamente lo ammettono. Ce ne vuole per convincerli; il Signore deve mostrare quelle mani e quei piedi così brutalmente lacerati durante il supplizio. Niente, non è sufficiente! San Luca ci informa che dalla paura i discepoli passano alla gioia e allo stupore ma che ancora non credono. Allora Gesù chiede di poter mangiare, esercizio evidentemente impossibile per un fantasma! Ed è interessante notare che neppure a questo punto Luca ci informa di una resa dei discepoli all’evidenza.
Perché i discepoli non capiscono? Così profondamente immersi nella religiosità del popolo prediletto, forse essi non riescono a vedere nelle scritture una convergenza verso quel profeta galileo, seppur immenso.  Troppo diverso da quel che tutti si aspettavano. Realtà e scritture però non sono in contrasto e Gesù non ha fallito. Il Cristo doveva patire e poi risorgere per fondare un Regno nuovo, non per restaurare quello di Israele. Ma per far comprendere questo ci vuole un intervento diretto del Maestro. Gesù dunque apre le loro menti e i discepoli, finalmente, capiscono.

Rifletti

In quale modo si consolida la mia adesione al Signore? Con fatti eclatanti o nel silenzio della riflessione personale? Quale spazio gli lascio perché Lui possa aprirmi la mente?

Prega

Senza di te, Signore,
vana sarebbe la nostra preghiera,
e illusoria la nostra speranza di pace.
Ma Tu sei vivo e operi per noi
e con noi, Tu, nostra pace!
(Papa Francesco)

Fonte: Ascolta e Medita – Aprile 2020 curato da Daniela e Mauro Leoncini – Arcidiocesi di Pisa – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi