Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 14 Marzo 2021

182

Nicodemo, capo dei Giudei e maestro delle scritture sacre, è interessato a conoscere Gesù per i segni che egli compie. Va da lui di notte. Perché di notte? Forse per non compromettere la propria reputazione, tenuto conto che Gesù è un personaggio poco gradito al Sinedrio.
O forse nella scrittura fortemente simbolica di Giovanni la notte rappresenta lo stato spirituale in cui si trova Nicodemo.
È a partire da quello stato confuso che Gesù entra nel cuore di Nicodemo facendogli comprendere che per vedere il regno di Dio occorre nascere di nuovo, venire alla luce.

Se in una stanza la luce è accesa, chi preferisce stare al buio deve uscire. Il Figlio è la luce del mondo, illumina ogni uomo. Chi fa la verità viene alla luce, rinasce. E se ancora non tutte le sue opere sono buone, quella luce illuminerà e rischiarerà gli angoli bui e produrrà un cambiamento. Ma se c’è una cosa che Dio rispetta dell’uomo è la libertà: chi odia la luce, forse per non mostrare le sue opere malvage, può allontanarsi e rifiutare di essere illuminato. È questo il giudizio. Non è Dio che condanna l’uomo, perché Gesù è venuto nel mondo perché il mondo si salvi per mezzo suo, ma è l’uomo che nella sua libertà può decidere di attingere dall’amore immenso di colui che si è fatto issare su una croce per salvare tutti, oppure può rifiutare il dono.
Se accogliere la luce o no, quindi, è affidato alla nostra libertà, e quindi alla nostra responsabilità.

Per riflettere

Non è facile vivere nella luce. La luce ci fa vedere tante cose brutte dentro di noi che noi non vogliamo vedere: i vizi, i peccati… Pensiamo ai nostri vizi, pensiamo alla nostra superbia, pensiamo al nostro spirito mondano: queste cose ci accecano, ci allontanano dalla luce di Gesù. (Papa Francesco)

Preghiera finale

Guidami Tu, Luce gentile,
attraverso il buio che mi circonda,
sii Tu a condurmi!
La notte è oscura e sono lontano da casa,
sii Tu a condurmi!
Sostieni i miei piedi vacillanti:
io non chiedo di vedere
ciò che mi attende all’orizzonte,
un passo solo mi sarà sufficiente.
Non mi sono mai sentito come mi sento ora,
né ho pregato che fossi Tu a condurmi.
Amavo scegliere e scrutare il mio cammino;
ma ora sii Tu a condurmi!
(John Henry Newman)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

Articolo precedentedon Roberto Seregni – Commento al Vangelo del 14 Marzo 2021
Articolo successivodon Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 14 Marzo 2021