Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 14 Gennaio 2022

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In tutta la prima parte del vangelo di Marco, Gesù si manifesta come un medico del corpo e dell’anima, un terapeuta. Opera molte guarigioni, ovunque vada ad annunciare la Parola. Ma nel sanare il paralitico il suo annuncio si fa ancora più forte: “Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra”.

È un potere divino, che il carpentiere di Nazaret mostra di possedere tramite il segno delle guarigioni. L’incontro con Gesù elimina la malattia dello spirito grazie al perdono dei peccati, la mano tesa di Dio verso gli uomini e le donne: non per giudicarli e condannarli, ma per rialzarli dalla ferita del male a cui così spesso si lasciano andare. I peccati sono la patologia peggiore che il Gesù-medico vuole sanare. Distruggono la persona e le relazioni umane, ma anche sociali, civili, politiche ed economiche.

E il Maestro opera subito appena vede la fede di chi lo cerca. Come nel caso del paralitico e dei suoi accompagnatori che hanno scoperchiato il tetto di casa e gli hanno calato il malato dall’alto, sopra la sua testa. Hanno, cioè, fatto tutto ciò che potevano perché Gesù lo guarisse. E lui lo fa. Non sa, non chiede, quali siano i peccati di quell’uomo; gli basta la fede, la conversione. Non c’è spazio per il moralismo degli scribi, di ieri e di oggi, nella Parola annunciata da Gesù.

A Dio non interessa la specifica dei poteri divini e di quelli sacerdotali, o il casellario giudiziario della nostra anima. Ma incontrare personalmente ciascuno di noi, come un padre, una madre, con i suoi figli.

Per riflettere

Quanta fede abbiamo nella potenza di Gesù che guarisce? Riusciamo ad affidarci e a pregare perché il Signore trasformi la nostra vita?


AUTORI: I commenti di questo mese sono curati da Angela Castino, Edoardo Cortese, Domenico Coviello
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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