Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 13 Marzo 2021

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Nel luogo della preghiera, il tempio, Gesù ci presenta due uomini: uno è un fariseo, conoscitore della legge e praticante, l’altro è un pubblicano, esattore delle tasse per conto dell’invasore romano, strozzino e ladro. Pregano ambedue: il fariseo in piedi—era questa la posizione prescritta per la preghiera—l’altro in fondo al tempio, con lo sguardo a terra, battendosi il petto.
Si batte il petto perché sa di essere un peccatore, così come l’altro sa di essere un giusto, e ne ringrazia Dio snocciolando tutte le sue benemerenze, la sua inappuntabile osservanza dei precetti che lo rende diverso—migliore—di tutti gli altri uomini e in particolare del pubblicano che sta lì in fondo al tempio con lo sguardo a terra.

Il pubblicano non ha appigli per la sua salvezza, non tenta una strategia difensiva: è fin troppo chiaro che ha fatto danni a non finire, e non ha diritto di stare di fronte a Dio se non per “invocare la clemenza della corte”. Torna a casa giustificato.
Il fariseo è andato al tempio a parlare con se stesso, lasciando a Dio il ruolo marginale di contabile delle sue pratiche devote. Ha rifiutato di misurare il suo cuore su quello di Dio, perché ne sarebbe uscito probabilmente con le ossa rotte e ha preferito confrontarsi con gli altri uomini, e in particolare con il pubblicano che a pochi metri da lui si batteva il petto con lo sguardo a terra. Gioco facile, ma perdente, perché è tornato a casa senza perdono.

Per riflettere

Se la preghiera del superbo non raggiunge il cuore di Dio, l’umiltà del misero lo spalanca. Dio ha una debolezza: la debolezza per gli umili. Davanti a un cuore umile, Dio apre totalmente il suo cuore. (Papa Francesco)

Preghiera finale

Gesù, vieni, ho i piedi sporchi.
Per me fatti servo, versa l’acqua nel bacile; vieni, lavami i piedi.
Lo so, è temerario quel che ti dico,
ma temo la minaccia delle tue parole:
«Se non ti laverò, non avrai parte con me».
Lavami dunque i piedi, perché abbia parte con te.
(Origene)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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