Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 12 Aprile 2020

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Medita

Fede e incredulità, adesione e rifiuto, stupore e calcolo menzognero. Se tutto in Gesù è segno di contraddizione, la sua resurrezione ne costituisce il paradigma. Le donne della narrazione evangelica, prime testimoni dell’evento, manifestano subito la propria gioia. Loro sul Golgota c’erano, loro hanno visto il corpo martoriato, sanno come il sepolcro sia stato sigillato. Non servono riflessioni filosofiche. Se ora Lui è lì la sola spiegazione è che Dio lo ha risuscitato, che allora Lui è Dio. Gli si gettano ai piedi, lo adorano ma hanno timore, il timore—crediamo— di doversi destare e prendere atto di aver solo vissuto un sogno meraviglioso. Ma il Signore le rassicura, le richiama al concreto, dà loro una missione ben precisa. Ed esse vanno, prontamente, col cuore colmo di gioia dopo un incontro che le ha cambiate per sempre.
I capi dei sacerdoti sul Golgota invece non c’erano. Tutti intenti a non violare i precetti della purificazione rituale per la Pasqua, non potevano e non volevano essere spettatori di quel terribile supplizio del quale pure erano stati gli scaltri registi. Per loro la notizia portata dai soldati non è un bellissimo sogno bensì un terribile incubo. Possiamo persino immaginarne il tormento. “E se i romani avessero commesso una leggerezza? E se non fosse veramente morto? Ma no, il corpo lo hanno portato via i seguaci del Nazareno! Deve essera andata così”. Per mandare a morte Gesù non hanno esitato a praticare la menzogna. Impossibile fermarsi proprio ora.
Beate allora le donne, che hanno voluto seguire il Signore sotto la croce e che gioiscono per l’incontro con il Risorto. La loro compassione, la fame di verità, di amore, di giustizia, di pace è stata saziata oltre ogni misura immaginabile. E affidiamo alla misericordia del Padre i dottori della legge e i sapienti di allora e di sempre che invece non vogliono vedere. Teorizzano Dio ma non sono interessati ad un incontro personale che potrebbe mettere in crisi traballanti certezze.

Rifletti

I sacerdoti negano, le donne dicono, anzi gridano che è risorto. Noi stiamo dalle parte delle donne, ma quanto siamo disposti a proclamare apertamente la nostra fede nel sepolcro vuoto, consapevoli del disprezzo del mondo?

Prega

Testimoni di Gesù,
portate avanti la la testimonianza che Gesù è vivo
e questo ci darà speranza.
(Papa Francesco)

Fonte: Ascolta e Medita – Aprile 2020 curato da Daniela e Mauro Leoncini – Arcidiocesi di Pisa – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi