Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 12 Agosto 2020

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Medita

Il Maestro si rivolge ai suoi discepoli, che formano la prima comunità, mostrando loro, in ogni occasione propizia, le prerogative introdotte dalla buona novella.
Contro la nostra sicurezza di saper gestire la vita senza Dio o la presunzione di sostituirlo con un’immagine divina fatta a nostra immagine e somiglianza, il brano di ieri proponeva lo sforzo di tornare ad una fiducia come quella che ripongono i bambini.
In una qualunque comunità il rapporto tra due persone come quello tra il singolo e la collettività costituisce un problema che deve essere risolto. Il Nazareno, nella pericope di oggi, traccia il percorso che i suoi discepoli dovranno seguire. Una strada da percorre insieme; non da soli. Matteo pone al centro l’importanza della fratellanza, della vicinanza, della condivisione: con altri.
Contro la falsa speranza umana di autosufficienza, il Signore indica il sentiero del coinvolgimento. Al primo tentativo di ricucire un rapporto, segue lo sforzo comune per discutere con chi ha sbagliato. Non un giudizio personale che saprebbe di pre-giudizio, ma una collettività che si fa carico di un fratello.
Matteo, riporta anche l’insegnamento del Signore quando le creature desiderano rivolgersi al Padre. Come nella necessità del confronto con il fratello, anche nella preghiera possiamo essere soli.
Ma la cifra di colui che liberamente abbraccia la sequela del Risorto è la partecipazione alla comunione con i fratelli, l’appartenenza nella Chiesa, la risposta alla chiamata nella celebrazione eucaristica, la condivisione comune dei sacramenti.
Non sarà mai una questione di numeri: la comunità cristiana ha conosciuto momenti diversi ed ancora oggi ci sono Chiese che prosperano ed altre sofferenti. Ed alcune perseguitate. Per essere Chiesa, tuttavia, sono sufficienti solo due o tre cristiani. Riuniti nel nome di Gesù.

Rifletti

Con il sacramento del Battesimo siamo membra vive della Chiesa. Non una società civile, ma una comunità di fedeli che vivono nella quotidianità gli insegnamenti di Gesù. Abbracciamo la legge dell’amore e abbandoniamo le rivendicazioni personali; lasciamoci guidare dalla misericordia, allontanandoci dalla miseria umana.

Prega

Padre nostro che sei nei cieli…
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori.
(Vangelo secondo Matteo 6, 9.12)


AUTORE: Claudia Lamberti e Gabriele Bolognini
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
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