Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 1 Marzo 2021

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Medita

La richiesta di Gesù è palesemente impossibile: nessuno di noi, nemmeno un santo, può essere misericordioso come il Padre. Forse potrebbe esserlo nei confronti del suo prossimo, ma non sempre riuscirebbe ad esserlo con se stesso, perché è davvero difficile accettarci come siamo, con il nostro limite e il nostro peccato. Solo Dio ci ama molto più di quanto noi stessi ci amiamo.
Gesù quindi capovolge il discorso: non chiede più di adeguare il nostro agire alla misericordia di Dio, ma lascia a noi la guida del gioco. Tocca a noi decidere quanto dare e quanto tenere, quanto aprire e quanto chiudere, quanto amare e quanto tenere le distanze. Possiamo giudicare o astenerci dal giudizio, perdonare o conservare memoria dei torti subiti: la misura è affidata a noi.
Ai tempi di Gesù non c’erano gli shopper: se si comprava farina o grano il contenitore per il trasporto era la tunica, opportunamente drappeggiata a mo’ di sacco. A partire da una stessa tunica puoi costruire un contenitore più o meno voluminoso. Se sei capace di allargarlo, ci entrerà più farina.

Alcuni vedono Dio come un notaio che tiene il conto del bene e del male fatto da ogni uomo e che nel giudizio finale distribuirà premi e punizioni. Ma il Dio che ci rivela Gesù ha sempre una misura pigiata, colma e traboccante, molto più abbondante della capacità di qualsiasi tunica. La quantità di farina che sarà versata nella nostra tunica non dipende da una sua sentenza, ma da quanto saremo riusciti, ogni giorno della nostra vita, ad allargare la nostra tunica amando, donando e perdonando.

Per riflettere

Nelle nostre categorie umane giustizia e misericordia vengono talvolta contrapposte, quasi che agire con misericordia sia fare torto alla giustizia, un po’ come il fratello maggiore della parabola del padre buono. Il mio cuore è capace di rendere lode alla misericordia di Dio o preferisce giudicare il fratello?

Preghiera finale

Vieni, o Spirito Santo,
e da’ a noi un cuore grande,
aperto alla Tua silenziosa
e potente parola ispiratrice,
e chiuso ad ogni meschina ambizione,
un cuore grande e forte ad amare tutti,
a tutti servire, con tutti soffrire;
un cuore grande, forte,
solo beato di palpitare col cuore di Dio.
(Paolo VI)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi