Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 1 Giugno 2021

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I nemici di Gesù hanno compreso chi è riconoscendo la sua capacità di dire la verità in ogni situazione, la sua coerenza tra ciò che dice e ciò che fa, il suo parlare senza timore, il suo insegnare la via di Dio secondo verità. Ciononostante, tentano di farlo cadere in un tranello per metterlo “alla berlina” di fronte a quel popolo che lo segue con ammirazione. Vogliono accusarlo falsamente per poterlo eliminare. Il Signore spiazza i suoi interlocutori, svela la loro malizia e ipocrisia dando una risposta breve e concisa… geniale!

Senza mezzi termini, egli evidenzia che tutto quello che riguarda Dio non può essere confuso con ciò che non lo riguarda. Anche se è chiaro che deve esserci armonia tra i due ambiti, dobbiamo saper scindere ciò che è divino ed eleva il nostro essere da ciò che è meramente materiale e terreno. L’insegnamento che intende dare ai presenti e a tutti noi è che l’essere umano, in cui c’è l’immagine di Dio, deve essere restituito a Dio che ci ha creati. Il problema dell’uomo di oggi è che è servo del potere economico, politico, tecnologico; spesso è schiavo del desiderio di un successo effimero, e ognuno di noi rischia di obbedire a qualche Cesare moderno.

Spesso si cerca la gioia dove non c’è, si vive di illusioni che svaniscono e di un’apparente sicurezza data dalle cose materiali o dal culto della propria immagine. Ma Dio, attraverso un discernimento che dobbiamo operare in noi stessi, ci dà il dono di una libertà radicale e di una coscienza che ci fa decidere se vogliamo stare con Lui, per non essere più schiavi di quei poteri materiali. Gesù ci invita a scegliere Dio perché Dio è per l’uomo. Oggi più che mai dobbiamo assumerci le nostre responsabilità nei confronti di un mondo che ha sempre più bisogno di cura e di amore.

Solo Dio può riempire un cuore affamato di verità, solo Lui lo può occupare.

Per riflettere

Il denaro è di Cesare, ma l’uomo è di Dio. Di Dio è anche la parola, la verità, la giustizia, la santità, l’amore, la misericordia, la compassione. Tutto è di Dio e tutto a Lui va donato. (Papa Francesco)

Preghiera finale

È importante la riflessione che fecero i frati dopo Francesco,
soprattutto Pietro di Giovanni Olivi,
sul fatto che il problema non è il denaro ma l’uso del denaro,
per cui Olivi arriva a dire:
“Anche un mercante può essere santo se usa il denaro per il bene comune”.
I cristiani devono avere un uso povero del denaro, oggi diremo un uso sobrio.
I menager, persone che lavorano nella finanza, nel mondo dell’economia,
devono fare uso del denaro per il bene comune.
(Padre Pietro Messa)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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