Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 1 Gennaio 2021

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Medita

All’inizio di un nuovo anno proviamo ad avere una visione di insieme di cosa la liturgia della Parola ci propone nel periodo che segue il Natale. Le domeniche e le feste sono giorni di manifestazione luminosa di Gesù e di riconoscimento della sua origine divina e gloriosa. Oggi ricordiamo la manifestazione di Gesù appena nato ai pastori, il 6 gennaio la presentazione del bambino al mondo intero rappresentato dai re Magi, la seconda domenica il riconoscimento da parte del Padre durante il Battesimo nel Giordano, la terza il riconoscimento da parte di Giovanni Battista (“Ecco l’Agnello di Dio”), le ultime due il riconoscimento dei discepoli che accettano l’invito di Gesù a seguirlo. Nella prima domenica il riconoscimento di Gesù esplode nell’inno di Giovanni: quel bambino, quella carne, è il Verbo di Dio, è colui che era fin dal principio, è Dio stesso che è venuto a visitarci.
Poi però nei giorni feriali iniziamo il Vangelo di Marco, che ignora del tutto l’infanzia di Gesù e già dal primo capitolo racconta la sua predicazione da adulto. E qui vediamo che chi segue Gesù lo fa per i miracoli e i prodigi, mentre l’annuncio del Regno incontra incomprensioni, scetticismo, ostacoli. Il loro cuore, ci verrà detto più volte, era indurito. Addirittura i suoi parenti più stretti lo tratteranno come un povero pazzo (Mc 3, 21).
Ci disponiamo dunque ad un itinerario che somiglia molto all’esperienza dell’uomo contemporaneo, forse anche alla nostra. Ci verrà chiesto più volte di riconoscere, in quell’uomo di Galilea, nato in circostanze strane, portatore di un annuncio sconvolgente, il volto di Dio.

Per riflettere

Maria meditava, custodendo tutte queste cose nel suo cuore. Se uno venisse a vedere cosa c’è nel nostro cuore, cosa troverebbe? Lasciamo che il Signore entri, non nascondiamo niente.

Preghiera finale

Per mezzo di tuo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo,
Tu hai fatto di noi dei tuoi figli.
Sii in mezzo in noi e ammaestraci,
affinché i nostri timori e i nostri scoraggiamenti,
la nostra vanità e la nostra arroganza,
la nostra incredulità e le nostre superstizioni
scompaiano davanti alla tua grandezza e alla tua bontà;
affinché i nostri cuori si aprano gli uni agli altri,
onde possiamo comprenderci e soccorrerci reciprocamente.
(Karl Barth)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi