Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 1 Dicembre 2020

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Medita

Molto spesso riteniamo che per poter ascoltare la Parola del Signore ci sia necessità di una speciale preparazione o d’una eccezionale spiritualità. Non è così che ci rivolgiamo ai contenuti di fede? Riteniamo che soltanto alcuni dotti possiedano un canale preferenziale per poter discernere profondamente i contenuti. La predicazione di Cristo, invece, ci smentisce e spiazza come spesso fa. Non c’è alcuna ragione di ritenersi lontani o troppo poveri per l’ascolto della sua Parola, perché è esattamente questa piccolezza che ci rende a Lui vicini e degni ascoltatori.

È in quel non essere pronti o preparati al suo rivelarsi che troviamo le ragioni di un’accoglienza adatta. Non è infatti così anche nelle relazioni che più ci riguardano da vicino? Nessuno si avvicinerebbe mai ad un amico, se si chiedesse quanto perfetto potrebbe essere nell’affetto; nessuno deciderebbe mai d’essere genitore, se prima si domandasse cosa vuol dire essere quello ideale. La vita non è fatta di impeccabili modelli, né il Signore ci chiede d’essere questo. Quel che sembra chiederci è invece di metterci a disposizione, di metterci appunto “in relazione”. È in questa apertura che egli può trovarci, nella stessa fiduciosa accoglienza che un figlio ha per le parole d’un Padre, nella nostra piccolezza. È sotto questo aspetto, dunque, che può realizzarsi il rovesciamento della logica del mondo: Cristo viene a cercarci non per quel che abbiamo da offrire, ma prima di tutto per quel che siamo.

Per riflettere

È con questa consapevolezza che possiamo dedicarci al cammino d’Avvento in atto. Non cerchiamo il modo di vivere un itinerario perfetto, ma rivolgiamoci con semplicità laddove ce ne sia bisogno. Non sono i gesti eccezionali a fare la differenza, ma la disponibilità ad essere presenti e in ascolto. Questa è già un’anticipazione autentica del Natale.

Preghiera finale

Signore aiutami a cambiare sguardo sulle cose,
rendimi disponibile alla tua Parola,.
Mostrami dov’è che posso essere segno della tua presenza,
rendi il mio cuore vigile e accogliente.
Permettimi di sentirmi amato
e amare a mia volta.


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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