don Francesco Pesce – Commento al Vangelo di lunedì 6 Gennaio 2020

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La stella, la stalla e la fratellanza umana

I Magi videro la stella e la percepirono come un segno; avrebbero potuto adorarla come era nella loro cultura e nella loro formazione; invece capirono con l’aiuto della Grazia che era un segno e andarono a Gerusalemme per chiedere dove fosse nato il bambino. Gli fu risposto tramite la Parola di Dio: «A Betlemme di Giudea perché così è scritto» (Mt 2, 5).

La stella provoca una grandissima gioia ma rimane un segno; i magi vanno oltre il segno e trovano il bambino; vanno oltre il segno tramite la Parola di Dio; i segni non sono utili per il loro splendore, ma se interpretati alla luce della Parola di Dio.

Vanno a Betlemme a vedere, una scena che pare non avere nessuna luce particolare. C’è una grande differenza tra lo splendore della stella e il piccolo bambino, in una semplice capanna. Ecco dove arriva la fede; credere in Dio davanti alle cose piccole, un bambino in una capanna, gli sguardi pieni di amore di Maria e Giuseppe, il seme gettato, Il lievito nella pasta, un granellino di senape. Non solo credere ma anche gioire delle piccole cose; la bellezza del quotidiano, proprio come il pane che ogni giorno chiediamo al Padre; essere felici nelle solite cose di ogni giorno, perché lì c’è Dio.

L’Altro aspetto fondamentale della festa della Epifania è la manifestazione di Cristo a tutte le genti.

Gerusalemme come racconta già il profeta Isaia risplende di una luce non sua, ma di una luce che è stata donata e: «Cammineranno i Popoli alla tua luce e i re allo splendore che emana da te» (Is 60, 3).

Non solo Gerusalemme ma l’intera umanità risplende e cammina in questa luce: «Gira intorno gli occhi e guarda, tutti costoro si sono radunati e vengono a te; figli vengono da lontano e figlie ti saranno portate in seno» (Is 60, 4).

Il nostro mondo, oggi lo vediamo bene, è un movimento di popoli che camminano guidati dalla stella delle loro speranze, desiderosi di luce, dopo tanto drammatico buio. La Buona Notizia del Natale è che sono figli e figlie, non stranieri; sono figli e figlie non immigrati. La presenza del Signore si manifesta sempre di più nella fratellanza di tutti i popoli. Paolo addirittura nella lettera agli efesini dice: «A formare lo stesso corpo» (Ef 3, 6).

Fraternità universale così ben espressa nel Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune (4 febbraio 2019) è un tema biblico, annunciato da tutti i profeti, donatoci nella notte di Natale, culminato nel Mistero della Pasqua. Questi popoli in cammino vengono come i magi, non come una minaccia, ma portando doni, che sono la loro cultura, la loro spiritualità, la loro arte.

Si parla spesso a proposito delle migrazioni, di Esodo biblico; e se invece fosse una Epifania? Il Signore ci sta parlando, ci sta dicendo qualche cosa, ci dice che la storia dopo Cristo è proprio quella illuminata dalla stella della fratellanza umana. Chiediamo a Lui di saperla abitare con gioia ed esultanza.

Fonte


Letture della
EPIFANIA DEL SIGNORE – ANNO A
Colore liturgico: BIANCO

Prima Lettura

La gloria del Signore brilla sopra di te.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 60,1-6

Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti. Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Màdian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 71 (72)
R. Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto. R.

Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra. R.

I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti. R.

Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri. R.

Seconda Lettura

Ora è stato rivelato che tutte le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Ef 3,2-5.5-6

Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero. Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.

Parola di Dio

Vangelo

Siamo venuti dall’oriente per adorare il re.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 2,1-12

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

Parola del Signore