Dal Sussidio per l’Avvento/Natale CEI – Commento alle Letture di mercoledì 1 Gennaio 2020

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Nel primo giorno dell’anno civile celebriamo la solennità di Maria Madre di Dio; in essa si commemora anche l’imposizione del SS. Nome di Gesù (Ordinamento dell’Anno liturgico e del Calendario, n. 35, f.). Dal 1967, inoltre, è stata indetta per questo giorno la Giornata mondiale della pace.

«La solennità di Maria SS. Madre di Dio celebra la parte avuta da Maria nel mistero di salvezza ed esalta la singolare dignità che ne deriva per la Madre santa… per mezzo della quale abbiamo ricevuto… l’Autore della vita. È altresì, un’occasione propizia per rinnovare l’adorazione al neonato Principe della Pace, per riascoltare il lieto annuncio angelico (cfr. Lc 2,14), per implorare da Dio, mediatrice la Regina della Pace, il dono supremo della pace» (Marialis cultus, n. 5).

È opportuno mettere in luce nelle monizioni, o nell’omelia, i numerosi rimandi alla pace presenti nel rito della Messa (nel saluto liturgico, nel testo del Gloria, nei riti di comunione con l’embolia, nella preghiera introduttiva al segno della pace, nello scambio del gesto di pace, nel testo dell’Agnello di Dio, nel congedo nale).

È bene ricordare il senso profondo dello scambio della pace. La pace invocata e celebrata prima della comunione eucaristica è la pace del Risorto.

«Vi lascio la pace, vi do la mia pace, sono le parole con le quali Gesù promette ai suoi discepoli riuniti nel cenacolo, prima di affrontare la passione, il dono della pace, per infondere in loro la gioiosa certezza della sua permanente presenza. Dopo la sua risurrezione, il Signore attua la sua promessa presentandosi in mezzo a loro nel luogo dove si trovavano per timore dei Giudei, dicendo: “Pace a voi!”. Frutto della redenzione che Cristo ha portato nel mondo con la sua morte e risurrezione, la pace è il dono che il Risorto continua ancora oggi ad offrire alla sua Chiesa riunita per la celebrazione dell’Eucaristia per testimoniarla nella vita di tutti i giorni»

(Congregazione Per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti, Lettera circolare L’espressione rituale del dono della pace nella Messa, 8 giugno 2014).

Commento al Vangelo

  • Nm 6,22-27 Porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò.
  • Sal 66 Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
  • Gal 4,4-7 Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.
  • Lc 2,16-21 I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.

Con la solennità di Maria Santissima Madre di Dio si chiude in un certo senso l’Ottava del Natale, cioè il mistero del Natale raggiunge una sua compiutezza.

Il Vangelo infatti riprende la scena del Natale, o meglio, la scena immediatamente successiva, quella dell’adorazione dei pastori e poi della circoncisione di Gesù all’ottavo giorno dalla sua nascita. Possiamo allora dire che, se il Natale celebra la venuta del Figlio di Dio nella carne, la solennità odierna celebra l’atteggiamento di risposta che a noi è richiesto di fronte alla buona notizia, all’«evangelo», di quella venuta. Come i pastori, siamo chiamati ad andare, “senza indugio”, per vedere “Maria, Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia” (Lc 2,16). È il momento per noi di contemplare quel mistero, che abbiamo celebrato il giorno di Natale, e di “custodire” questo mistero, meditandolo nel nostro cuore (cfr. Lc 2,19), sull’esempio di Maria.

In quel bimbo che ci è nato, infatti, Dio ha accordato al mondo la sua benedizione, tema della prima lettura e del Salmo responsoriale. La benedizione del Signore è giunta a noi quando “egli ha fatto risplendere per noi il suo volto” e ci ha fatto grazia (cfr. Nm 6,25); o, per dirla con le parole del Salmo 66/67, la benedizione del Signore ci ha raggiunti quando Dio ha avuto pietà di noi e “su di noi” ha fatto “risplendere il Suo volto” (Sal 67,2). C’è un nesso molto preciso tra l’atteggiamento di benevolenza, di misericordia, di grazia, di pietà di Dio verso di noi e la sua benedizione: essere benedetti dal Signore, in questo primo giorno dell’anno, signi ca prendere coscienza della potenza del suo amore per noi, signi ca accorgerci, come hanno fatto i pastori, che Dio ci ha dato un segno indistruttibile della passione d’amore che prova per noi, quando ha mandato suo Figlio a nascere per noi dalla Vergine Madre di Dio. Dio ci ha adottati quali suoi gli, ci ha ricordato S. Paolo nella Lettera ai Galati, quando, nella “pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a gli” (Gal 4,4-5). La nascita di Gesù, celebrata a Natale, è per noi: è un mistero che Dio ha preordinato dai secoli eterni in vista della nostra liberazione dal peccato, della nostra elevazione allo stato di grazia, della nostra partecipazione alla vita divina, mediante la condivisione della vita del Figlio suo. L’iniziativa è stata tutta di Dio: lui ha condiviso la nostra vita per primo, e a noi non resta che contemplare, con i pastori, con Maria e Giuseppe, questo mistero di grazia.

Ma la meditazione del mistero non è suf ciente: “i pastori se ne tornarono, glori cando e lodando Dio, per tutto quello che avevano udito e visto” (Lc 2,20). E il Salmo ci invitava: “Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti” (Sal 66). La nostra contemplazione del mistero del Natale deve condurci alla lode del piano di Dio, alla glori cazione dei Suoi disegni di salvezza per noi e per il mondo. Questa lode, questa glori cazione, diventeranno segno per coloro che non hanno ancora contemplato il mistero e porteranno “tutti i con ni della terra” a temere il Signore (cfr. Sal 66).

La pace, che si celebra in questo primo giorno dell’anno civile, ha il suo ultimo fondamento in questa benevolenza che Dio ci ha mostrata nel dono del Suo Figlio. Questa benevolenza è divenuta benedizione, pronunciata dal Signore sul Suo popolo, su coloro che credono nel mistero del Natale di Gesù, e deve espandersi, in cerchi sempre più larghi, su tutte le genti, chiamate alla stessa alleanza di pace nel Signore Gesù Cristo, attraverso i nostri atteggiamenti bene-volenti e bene-dicenti nei loro confronti.

Scarica il PDF del Sussidio per l’Avvento e il Natale 2019.


Letture della
MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO
Colore liturgico: BIANCO

Prima Lettura

Porranno il mio nome sugli Israeliti, e io li benedirò.

Dal libro dei Numeri
Nm 6, 22-27

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: Così benedirete gli Israeliti: direte loro: Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace. Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 66 (67)

R. Dio abbia pietà di noi e ci benedica.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti. R.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra. R.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. R.

Seconda Lettura

Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Gal 4,4-7

Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.

Parola di Dio

Vangelo

I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2,16-21

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

Parola del Signore

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