Commento al Vangelo di lunedì 6 Gennaio 2020– mons. Giuseppe Mani

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Te, Israele; Io, Paolo; Lui Gesù. I tre testi di questa domenica pongono il problema di identità: chi è Israele, chi è Paolo, chi è Gesù? Questi tre personaggi sorpassano ciò che vediamo di essi. Qui non sono definiti attraverso genealogie, né per i loro luoghi di origine né dalla loro storia passata. Sono definiti dalla loro missione. Israele è identificata al servitore, è “perché la mia salvezza giunga ai confini della terra”. Paolo è definito dal suo apostolato. Giovanni è venuto per annunciare Gesù. Gesù viene per battezzare nello Spirito. In breve: qui nessuno esiste per se stesso. Ciascuno trova la sua ragione di essere al di fuori di se.

Nel Vangelo secondo Giovanni Gesù dice che né le parole ne gli atti che compie sono suoi ma del Padre che lo ha mandato (missione). Attraverso la missione ciascuno è riferito ad un fine, un inizio in vista del quale esiste. Ma questa missione ha le sue origini nel passato: risale alle origini. Isaia immagina il servo ricapitolando tutto il popolo, Giovanni Battista, formato nel seno di sua madre per quello scopo. Quanto a Gesù, Giovanni percepisce che è prima di Lui ed è per questo che viene dopo. Lui è il primo: l’uomo definitivo.

La chiesa di Dio che è a Corinto. E’ puerile dire che la chiesa è una setta riuscita. Sarebbe vero se la chiesa fosse stata un sostituto del seno materno. Come Israele è “per le nazioni” la chiesa è per l’universale e la comunione che essa inaugura e prefigura, supera tutte le comunità particolari per aprirsi a folle lontane e sconosciute. Si parla “di tutti coloro che, in ogni luogo invocano il nome di Nostro Signore Gesù Cristo, loro Signore e nostro”. Gesù guarisce coloro che non sono del suo gruppo e guaiscono nel suo nome. (Mc 9,38) Anche il limite di coloro che invocano l nome di Cristo è saltato perché Dio è il Dio di tutti giudei e pagani.

Come il popolo servitore della prima lettura, la chiesa è un popolo di chiamati al servizio di tutti. La chiesa è definita dalla sua missione e trova la sua ragion d’essere al di fuori di se stessa. La setta chiude, la chiesa apre. La chiesa è di Corinto ma è a Corinto, la Chiesa è di Dio. E Dio è di tutti.

“Io non lo conoscevo”. Questa frase di Giovanni che compare due volte nel nostro vangelo ci sorprende. Si sa bene che Giovanni conosceva Gesù, tra l’altro era suo parente. Al v. 26 dice” tra voi c’è uno che voi non conoscete”. Si capisce bene che Giovanni e altri conoscessero Gesù come uomo , ma soltanto così, ma che solo lo Spirito può farlo conoscere come Figlio di Dio. Designato dallo Spirito, battezzerà anche nello Spirito. Di fatto “Nessuno può dire che Gesù è il Signore se non nello Spirito che glielo rivela”. Questo vuol dire che né la penitenza né qualche altro cammino umano possono farci identificare il Cristo, e per conseguenza la chiesa nella sua missione universale. Tutta la nostra fede personale, tutta la fede del mondo è opera di Dio per mezzo dello Spirito. E’ per questo che la chiesa non è una realtà semplicemente umana, ma è anche umana perché la conoscenza del Cristo passa attraverso la testimonianza di Giovanni, attraverso la parola di Paolo. E gli uomini possono accettare di ricevere e di rifiutare di riconoscere. Il popolo di Dio è dunque Alleanza, matrimonio dello spirito di Dio e dello spirito dell’uomo.

Ma dov’è Cristo perché possiamo identificarlo attraverso lo Spirito? E’ in mezzo a noi. E’ l’uomo sconosciuto che noi incontriamo. E’ nel luogo che noi scegliamo con Lui. Il Cristo sorge, in qualche maniera nella comunione che cerchiamo di realizzare. E’ quando due separati si mettono insieme per diventare unità là sorge la luce. Così l’immagine del Dio uno è presente nel mondo.

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Letture della Domenica
II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A
Colore liturgico: VERDE

Prima Lettura

Ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 49,3.5-6

Il Signore mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria». Ora ha parlato il Signore, che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele – poiché ero stato onorato dal Signore e Dio era stato la mia forza – e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d’Israele. Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 39 (40)

R. Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio. R.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo». R.

«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo». R.

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai. R.

Seconda Lettura

Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1 Cor 1,1-3

Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!

Parola di Dio

Vangelo

Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 1, 29-34

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Parola del Signore