Commento al Vangelo di giovedì 9 Aprile 2020 – Sussidio CEI

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Quest’anno, proprio nel momento più importante dell’anno liturgico le assemblee cristiane non possono radunarsi per celebrare insieme i misteri centrali della nostra fede.

Tuttavia, ogni famiglia lodevolmente può vivere un momento di preghiera in comunione con tutta la Chiesa. Questa sera sarà soprattutto l’occasione per rendere grazie al Signore per il dono dell’Eucaristia, memoriale della Pasqua, fonte di vita per tutta la Chiesa e per ogni credente, che il Signore Gesù ha con- segnato ai suoi alla vigilia della sua Passione.

Ogni famiglia potrà adattare lo schema secondo la necessità.È bene scegliere nella casa uno spazio adatto per celebrare e pregare insieme con dignità e raccoglimento. Là dove è possibile, andrebbe creato un piccolo «luogo della preghiera» (cf. CCC, 2691) o anche solo un angolo della casa in cui collocare la Bibbia aperta, l’immagine del crocifisso, una icona della Vergine Maria, un cero, da accendere al momento opportuno.

La famiglia potrebbe raccogliersi in preghiera mentre le campane della chiesa parrocchiale accompagnano il Gloria durante la Messa nella Cena del Signore.

La preghiera può essere guidata dal papà o dalla mamma.

Scarica le preghiere nel sussidio alla Settimana Santa 2020 CEI

Per la meditazione

Il più antico racconto della Cena del Signore ci parla innanzitutto di una tradizione nel senso più profondo e più vero della parola. Non è soltanto una consuetudine e neppure un’usanza, ma una tradizione, vale a dire la trasmissione di un’esperienza forte. Paolo, infatti, dice di aver trasmesso quello che a sua volta ha ricevuto. Questo è il meccanismo dell’annuncio evangelico e anche del dono grande dell’Eucaristia: nessuno ne è proprietario o geloso custode perché essa è ciò che la Chiesa sempre riceve dal suo Signore e amorosamente trasmette ai suoi figli. Ogni Eucaristia che si celebra nella più imponente delle cattedrali o nella più piccola chiesetta di montagna è attuazione del comando di Gesù («fate questo in memoria di me») ed è ripetizione dei gesti che Gesù non solo ha compiuto, ma ha anche consegnato «nella notte in cui veniva tradito». Questa annotazione di Paolo non è semplicemente un riferimento temporale, ma indica il contesto nel quale Gesù si dona nel suo Corpo e nel suo Sangue. Egli, infatti, raduna i suoi nella notte stessa del tradimento, notte di tristezza profonda (cf. Mc 14,34), ma anche notte di amore che giunge fino all’estremo, fino alla fine (Gv 13,1), momento nel quale egli è consegnato dal traditore, si consegna al Padre e consegna i “santi segni” del Pane spezzato e del Vino versato.

È chiaro, allora, che l’Eucaristia può essere compresa soltanto alla luce della croce e del sacrificio di Gesù e i discepoli sono chiamati a celebrarla in ogni luogo e in ogni tempo per annunciare il mistero della croce, mistero di vita e di vittoria, fino al ritorno glorioso del Signore. Ogni assemblea, piccola o grande, che si raduna attorno all’altare vive di memoria e di attesa, riconosce l’evento pasquale come fonte di vita nuova e cammina nella speranza che il Signore ritorni.

Piccoli gesti, azioni grandiose. Gesù prende pane e vino e rende grazie prima di distribuirli ai discepoli e, consegnandoci queste azioni, modella la nostra preghiera sulla sua perché anche noi possiamo sempre rendere grazie e riconoscere che Dio agisce nella nostra vita e compie meraviglie per noi.

Parole di vita. Gesù prendendo il pane dice: «Questo è il mio corpo, che è per voi». La sua vita è tutta donata in quel pane che è il suo Corpo; tradito, si dona a noi, a nostro vantaggio, per la nostra vita. Ecco il significato più vero e più bello della parola sacrificio. L’Eucaristia è sacrificio perché in essa Gesù continua a donarsi e si offre a nostro favore. Prendendo il vino dice: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue». Ora è possibile prendere parte al patto nuovo tra Dio e gli uomini che il Figlio ha sigillato donando la sua stessa vita bevendo a quel calice, condividendo la sua stessa donazione. Chi mangia il suo Corpo e beve il suo Sangue ha in sé la vita vera e può vivere come nuova creatura impegnandosi ogni giorno a cambiare il mondo nella carità sincera e nella dedizione al fratello.

L’Eucaristia in quanto memoria di Cristo morto e risorto prepara i tempi nuovi e plasma gli uomini e le donne per conformarli sempre più allo stile di Gesù. Prendere pane e vino, rendere grazie, spezzare e distribuire non sono soltanto le azioni da compiere   per fare autenticamente l’Eucaristia, ma sono anche le azioni che ispirano un modo “cristiano” di stare al mondo.

Fonte: il sussidio alla Settimana Santa 2020 CEI

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