Commento al Vangelo di domenica 15 Agosto 2019 – Mons. Antonio Interguglielmi

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Con la Festa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria la Chiesa afferma che, terminato il corso della vita terrena, la madre di Gesù fu trasferita in Paradiso, sia con l’anima che con il corpo, cioè fu Assunta in cielo.
Il dogma cattolico venne proclamato da Papa Pio XII il 1º novembre 1950, nell’Anno Santo, con la Costituzione Apostolica Munificentissimus Deus, che si traduce “Dio è generosissimo”. 

Questa Festa fa presente anche il destino per noi cristiani: il Cielo.

E’ triste la vita dell’uomo che pensa che non ci sia altro di ciò che vede!

Ma noi sappiamo che la vita non è un caso, un assurdo; a noi il Signore ha rivelato il senso della vita, perciò possiamo oggi ringraziare la Vergine Maria perché attraverso di Lei Cristo è nato e ci ha rivelato che Lui esiste, ci ama, e che anche oggi, se lo chiamiamo, se lo ascoltiamo, Lui ci libera da ogni paura.

Ecco perché per la nostra fede è importantissimo il rapporto che abbiamo con la Madre di Dio.

L’amore alla Vergine Maria è una porta preziosa per ricevere lo Spirito di Suo Figlio Gesù, lo Spirito Santo, la natura divina, che ci fa figli del Cielo, cittadini della Gerusalemme celeste, ci consente di vivere in questo mondo come felici perché stranieri, non schiavi delle illusioni mondane, perché il cristiano non è cittadino di questo mondo.

Siamo stati creati per il Cielo; non siamo stati creati per invecchiare e finire sottoterra, ma per vivere per sempre!

Questa Festa allora è anche la nostra festa: perché possiamo cominciare a desiderare di andare alla nostra patria celeste, dove ci attende la nostra Madre, la Vergine Maria, e il nostro Padre, colui che ci ha mostrato il Suo Amore.

Ma l’esperienza del Cielo per chi ascolta Cristo, per chi desidera e chiede la Fede, che non si accontenta delle miserie di questo mondo, è già qui, oggi, nella nostra vita.

Perché con lo Spirito Santo già possiamo compiere le opere Celesti, fare esperienza del Cielo: perdonare, essere generosi, amare senza pretendere nulla, non giudicare, non mormorare, essere fedeli e sinceri…questo dimostra che siamo rinati, come Figli di Dio. 

Don ANTONIO INTERGUGLIELMI – Cappellano Rai – Saxa Rubra (Roma)

Fonte

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Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 1, 39-56

In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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