Commento al Vangelo del 1 Novembre 2019 – don Claudio Doglio

510

Il commento alle Letture di venerdì 1 novembre 2019, a cura di don Claudio Doglio.

La santità è l’essere stesso di Dio e i santi sono le persone che l’hanno accolto e si sono lasciate trasformare, fino a diventargli simili. Con la festa di tutti i Santi la Chiesa celebra il dono della salvezza come partecipazione all’umanità della stessa vita divina e contempla la prospettiva finale dell’incontro pieno con Lui.

I santi, infatti, sono coloro che sono stati redenti e santificati dalla Pasqua di Cristo. Perciò solo un’autentica e profonda adesione al Cristo ci rende figli di Dio, cioè santi. Il desiderio della felicità è innato nella persona umana e lo riconosciamo proprio come una autentica vocazione divina: proclamando le beatitudini Gesù offre una risposta a questa ricerca umana. Qui è la sintesi del Vangelo: la bella notizia è che la felicità è possibile, grazie alla presenza di Gesù Cristo e all’opera di Dio.

Pertanto le beatitudini rappresentano il centro della predicazione di Gesù e ne dipingono il volto; annunciano il dono escatologico della vita piena con Dio; illuminano le azioni cristiane e ci pongono di fronte alle scelte morali decisive. Gesù però non ci dice: Dovete essere poveri. Ma ci comunica una nuova possibilità che è data in dono. Possiamo così riconoscere di essere povere persone, ma possiamo vivere in modo grandioso e bello, grazie a Lui.

<<Rallegratevi e gioite, vivete questa profonda felicità: potete infatti essere consapevoli della vostra povertà, non dovete negarla, perché Dio onnipotente, re e pastore, è totalmente dalla vostra parte>>.   

Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5, 1-12a
 
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
 
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore