L’Ascensione del Signore.

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Nel punto più alto del monte degli Ulivi, al di sopra della grotta dell’Eleona (uliveto), nel luogo chiamato Imbobon (alutura) si trova l’edificio della Ascensione, che ricorda il luogo in cui Cristo si stacco da terra e ascese al cielo sotto gli occhi stupiti degli apostoli. La memoria di questa grande festa, che il Vangelo pone quaranta giorni dopo la Resurrezione), alle origini veniva celebrata unitamente alla Resurrezione, poi successivamente con la Pentecoste e dal V secolo, in forma autonoma. La festa rappresenta la partecipazione della natura alla liturgia cosmica, cammino dal basso verso l’alto.

I Cristiani divisi, dovrebbero imparare a guardare il cielo non con agitazione, ma felici di innalzare la loro voce in segno di lode per le grandi cose di Dio.

TROPARIO:

“Sei asceso nella gloria,* Cristo o Dio nostro,* rallegrando i discepoli* con la promessa dello Spirito Santo:* essi rimasero confermati dalla benedizione,* perché tu sei il Figlio di Dio,* il Redentore del mondo.”

LETTURE:

  • Is. 2, 2-3; Is. 62, 10 63,1-3,7-9; Zacc. 14, 1,4,8-11
  • Atti 1, 1-12
  • Lc. 24, 35-53

PREGHIERE:

“Compiuta l’economia a nostro favore,* e congiunte a quelle celesti le realtà terrestri,* sei asceso nella gloria,* Cristo o Dio nostro,* senza tuttavia separarti in alcun modo * da quelli che ti amano;* ma rimanendo inseparabile da loro, dichiari:* Io sono con voi, * e nessuno è contro di voi.” (Kontakion della Festa)

“Il Signore è asceso ai cieli * per mandare il Paraclito nel mondo. * I cieli hanno preparato il trono, * le nubi il carro su cui salire; * stupiscono gli angeli * vedendo un uomo al di sopra di loro. * Il Padre riceve colui che dall’eternità, * nel suo seno dimora. * Lo Spirito Santo ordina a tutti i suoi angeli: * Alzate, principi, le vostre porte. * Genti tutte, battete le mani, * perché Cristo è salito dove era prima.” (Stichirà dei Vesperi)

“Lasciate sulla terra * ciò che è della terra, * abbandonate ciò che è di cenere alla polvere * e poi venite, eleviamoci, * leviamo in alto occhi e mente, * alziamo lo sguardo ed i sensi * verso le porte celesti, * pur essendo mortali; * immaginiamo di andare al Monte degli Ulivi

* e di vedere il Redentore portato da una nube: * di là infatti il Signore è asceso al cielo; * di là lui che ama donare, * ha distribuito doni ai suoi apostoli, * consolandoli come un padre, confermandoli, * guidandoli come figli * e dicendo loro: * Non mi separo da voi: * io sono con voi * e nessuno è contro di voi.” (Ikos, Poema di Romano il Melode)

“Sotto gli occhi dei tuoi discepoli, * o Cristo, * sei asceso per assiderti accanto al padre. * Gli angeli precedendoti gridavano: * Levate, levate le porte, * perché è asceso il Re * alla Gloria, sorgente di luce.” (Exapostillarion)

“Sei stato partorito, come tu hai voluto; * ti sei manifestato, come avevi stabilito; * hai patito nella carne, o Dio nostro; * sei risorto dai morti * e hai calpestato la morte; * sei asceso nella gloria, * tu che tutto riempi, * e ci hai mandato lo Spirito divino, * affinché celebriamo e glorifichiamo * la tua divinità.” (Doxastikon delle Lodi)

Intenzioni di preghiera e meditazione proposta dal Monastero Santa Barbara.

[box type=”info” align=”” class=”” width=””]Ogni proposta mensile presenterà la festa che ricorre, il suo Tropario, le relative Letture dall’Antico e Nuovo Testamento, alcuni testi tratti dalla innologia della festa.[/box]

[box type=”note” align=”” class=”” width=””]TROPARIO: Nella liturgia bizantina, breve preghiera ritmica composta di pochissime frasi. È l’elemento costitutivo dell’innografia greca cristiana. Se ne hanno diverse forme, variamente classificabili a seconda del contenuto, o per il posto che occupano nell’Ufficio: la principale è l’apolytìkion, che si recita alla fine dell’officiatura e riassume l’oggetto del mistero o le virtù di un santo.[/box]