La Trasfigurazione del nostro Signore Gesù Cristo (6 agosto)

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“Nessuno ha mai visto Dio”. Nella Trasfigurazione Cristo sale con i discepoli, Pietro, Giacomo e Giovanni sul Monte Tabor, una piccola altura della Galilea. Il Tabor era considerato da sempre luogo sacro. La montagna è il luogo dell’incontro con Dio e della sua rivelazione. Sulla cima del Tabor i discepoli, tramortiti ed in uno stato di estasi, vedono – in piedi su una nube -, tra Mosé ed Elia (i due veggenti dell’Antico Testamento), – il corpo divinizzato di Gesù: “Il suo volto brillò come il sole, le sue vesti divennero candide come la neve”. A questo punto i discepoli “caddero bocconi a terra”, colpiti dai raggi della luce taborica “increata” che irradiava l’aura luminosa che circondava il corpo di Cristo.

I Cristiani hanno bisogno di trasfigurarsi per ritrovarsi uno nello Spirito. Solo con una vita trasfigurata potremo allora trasfigurare le nostre teologie e camminare insieme, rinnovati dallo Spirito.

TROPARIO:

“Ti sei trasfigurato sul monte o Cristo Dio, * mostrando ai tuoi discepoli la tua gloria, per quanto potevano. * Fa’ risplendere anche a noi, i peccatori, * la tua luce eterna, * per intercessione della Madre di Dio, * o Datore di Luce, gloria a Te!”

LETTURE:

  • Esodo 24, 12-18; Esodo 33, 11-23 e 34, 4-8; Re 19, 3-16
  • 2 Pt. 1, 10-19
  • Lc. 9, 28-36; Mt. 17, 1-9

PREGHIERE:

“Sul monte ti sei trasfigurato* e per quanto potevano i tuoi discepoli * la tua gloria contemplarono o Cristo Dio; affinché vedendoti crocifisso* comprendessero che la tua passione era volontaria *e annunciassero al mondo, * che Tu sei veramente * riflesso del Padre.” (Kontakion della Festa)

“Prima della tua croce, Signore, un monte raffigurò il cielo e una nube lo sovrastava come tenda; mentre ti trasfiguravi e ricevevi la testimonianza del Padre, erano con te Pietro, Giacomo e Giovanni, perché, dovendo esser con te anche nell’ora del tradimento, grazie alla contemplazione delle tue meraviglie non temessero di fronte ai tuoi patimenti: quei patimenti che noi ti preghiamo di poter adorare in pace, per la tua grande misericordia.”

(Stichirà dei Vesperi)

 “Prefigurando la tua risurrezione, Cristo Dio, prendesti con te i tuoi tre discepoli, Pietro, Giacomo e Giovanni per salire sul Tabor e mentre ti trasfiguravi, Salvatore, il monte Tabor si ricopriva di luce; i tuoi discepoli, o Verbo, si gettarono a terra, non sopportando la vista della forma che non è dato contemplare; gli angeli prestavano il loro servizio con timore e tremore; fremettero i cieli e la terra tremò, perché sulla terra vedevano il Signore della gloria.” (Stichirà dei Vesperi)

“Il Cristo, splendore anteriore al sole, mentre ancora era corporalmente sulla terra, compiendo divinamente prima della croce tutto ciò che attiene alla tremenda economia, oggi sul monte Tabor misticamente mostra l’immagine della Trinità. Conducendo infatti con sé in disparte i tre discepoli prescelti, Pietro, Giacomo e Giovanni, nasconde un poco  la carne assunta e si trasfigura davanti a loro, manifestando la dignità della bellezza archetipa, seppure non nel suo pieno fulgore: l’ha infatti manifestata per dare loro piena certezza, ma non totalmente, per risparmiarli, perché a causa della visione non perdessero la vita ed essa si adattasse piuttosto alle possibilità dei loro occhi corporali. Parimenti prese il Cristo anche i sommi tra i profeti, Mosè ed Elia, come testimoni della sua divinità, perché attestassero che egli è verace irradiazione dell’essenza del Padre, colui che regna sui vivi e sui morti. Perciò anche la nube come tenda li avvolse e attraverso la nube risuonò dall’alto la voce del Padre che confermava la loro testimonianza, dicendo: Questi è colui che, senza mutamento, dal seno, prima della stella mattutina, ho generato, il mio Figlio diletto; è colui che ho mandato a salvare quanti vengono battezzati nel Padre, nel Figlio e nello Spirito santo e con fede confessano che è indivisibile l’unico potere della Divinità: ascoltatelo! Tu dunque, o Cristo Dio amico degli uomini, rischiara anche noi con la luce della tua gloria inaccessibile e rendici degni eredi, tu che sei più che buono, del regno che non ha fine.” (Stichirà della litì)

“Pietro, Giovanni e Giacomo, i prescelti tra i tuoi discepoli, Signore, hai mostrato oggi sul monte Tabor la gloria della tua forma divina: essi vedevano infatti le tue vesti risplendenti come la luce e il tuo volto più luminoso del sole; non riuscendo a guardare il tuo insostenibile splendore, caddero a terra, del tutto incapaci di fissarlo. Udivano infatti una voce che dall’alto attestava: Questi è il mio Figlio diletto, venuto nel mondo per salvare l’uomo.” (Doxasticon degli Aposticha)

Intenzioni di preghiera e meditazione proposta dal Monastero Santa Barbara.

[box type=”info” align=”” class=”” width=””]Ogni proposta mensile presenterà la festa che ricorre, il suo Tropario, le relative Letture dall’Antico e Nuovo Testamento, alcuni testi tratti dalla innologia della festa.[/box]

[box type=”note” align=”” class=”” width=””]TROPARIO: Nella liturgia bizantina, breve preghiera ritmica composta di pochissime frasi. È l’elemento costitutivo dell’innografia greca cristiana. Se ne hanno diverse forme, variamente classificabili a seconda del contenuto, o per il posto che occupano nell’Ufficio: la principale è l’apolytìkion, che si recita alla fine dell’officiatura e riassume l’oggetto del mistero o le virtù di un santo.[/box]

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