Ermes Ronchi – Salmodia del Pane

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È veramente giusto renderti grazie,
è bello cantare per te, sorgente di ogni bene.
Sei tu che doni vita e futuro a tutto ciò che esiste: apri la tua mano e sazi ogni creatura.
Il pane che noi mangiamo è dono dell’intero cosmo, è il pane del nostro pellegrinaggio,
pane incompiuto che tu riempirai di speranza.
Il pane che noi spezziamo è memoria vivente del tuo figlio, per amore egli è venuto, d’amore è vissuto.

Egli ci ha insegnato a dare il pane a chi ha fame,  e ad accendere fame d’altro in chi è sazio di pane. Ci ha insegnato a fidarci, come l’amore si fida,
a fare di ogni cosa dei sacramenti di comunione, a trasformare il mio in nostro,
a non accumulare tesori di illusioni che i tarli divorano, tesori sempre rubati alla fame degli altri.

Fa’, O Signore,
che non ti cerchiamo solo per il pane,
ma per la tua Parola che affascina e consola,
che ferisce e divampa, fiamma delle cose e della storia.

Giorno per giorno, dolcemente e tenacemente, bussa alle nostre ansie di vivere,
liberaci dalle false fami, liberaci dai troppi desideri inutili, come le tue creature più piccole e felici,
come i fiori, come gli uccelli, come il pane.

Pane trovato nella terra, pane fatto da mani,
pane di lacrime e di pene,
quel pane che ha sapore umano, pane guadagnato a caro prezzo, pane della nostra convivenza, ben misera abbondanza.

Donaci, Signore, il pane, la vita e la gioia,
perché per il pane, per la gioia e per la vita tu ci hai creati. E allora con tutte le creature che ti cercano,
che su questa terra amano e sperano
ti pregheremo con le parole e con la fede
che Gesù Cristo stesso ci ha insegnato: Abba, Padre!

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