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don Luigi Maria Epicoco – Novena a San Giuseppe – Quinto Giorno

“Ho un po’ le idee confuse perché di carovane di profughi qui in Egitto ne arrivano tante. Ma la coppia di cui mi parli tu me la ricordo bene.

Ho ancora impressa la scena nella mia memoria: una ragazza bellissima con il volto stanco che stringeva a sé un fagottino con un bambino avvolto con cura, e poi Giuseppe, che teneva tra le mani le redini di un asinello e un bastone.

Noi per tutto il tempo che si è fermato in Egitto lo abbiamo chiamato “l’uomo dei mille mestieri”. Pur di guadagnare un po di pane ha fatto di tutto: muratore, contadino, spazzino, cameriere, ma c’era un mestiere dove era una vero maestro, il falegname. Era un artigiano nato.

Gli déi avevano benedetto le sue mani. Non ci raccontò molto della sua storia, ci disse solo che avevano iniziato questo “viaggio della speranza” perché costretti dalle circostanze. E come dargli torto, io non ho mai conosciuto un profugo che parte per piacere, molto spesso parte costretto, dalla fame sopratutto o dalle guerre che da queste parti non mancano mai. Mi colpì una cosa: non ha mai maledetto che chi l’ha costretto a mettersi in viaggio e a diventare un signor nessuno in Egitto.

Quando non poteva parlare bene di qualcuno solitamente stava zitto o cambiava discorso. Aveva uno stile straordinario. Una volta glielo dissi: “Giuseppe caro, sembri di stirpe regale”. Lui diventò rosso, Maria sorrise e mi disse sottovoce: “Effettivamente sta volta c’hai azzeccato”.

Mi parlò di un certo Davide ma nei motori di ricerca delle nostre piramidi non ne trovai traccia. Trovai però traccia di un altro Giuseppe, un altro esperto di sogni come lui. Comunque bella gente. Quando tornarono a casa dispiacque a tutti noi”.

(Intervista a Ramses, l’egiziano)

 Salve Custode del Redentore
e Sposo della Vergine Maria.
A te Dio affidò il Suo Figlio.
In te Maria ripose la Sua fiducia.
Con te Cristo diventò uomo.
O beato Giuseppe,
mostrati padre anche per noi,
e guidaci nel cammino della vita.
Ottienici Grazia, Misericordia e Coraggio,
e difendici da ogni male. Amen

don Luigi Maria Epicoco

San Giuseppe, è lo sposo di Maria e il padre putativo di Gesù, e nella Bibbia è definito come uomo Giusto. Fu dichiarato patrono della Chiesa universale dal beato Pio IX l’8 dicembre 1870.
La Novena è una preghiera devozionale che va ad incidere sul rapporto di amicizia che ciascuno di noi può e deve avere con i santi del cielo.

San Giuseppe si può “pregare” quindi per chiedere aiuto sul lavoro, in famiglia, sulle case e per una buona morte.

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La novena a San Giuseppe è da recitare per nove giorni consecutivi a partire dal 10 marzo (in preparazione alla festa di San Giuseppe del 19 marzo) o dal 22 aprile (in preparazione alla festa di San Giuseppe Lavoratore del 1 maggio) o tutte le volte che si desidera esprimere la propria devozione a San Giuseppe o si desidera chiedere una grazia al Signore per intercessione del Santo o per dire grazie a San Giuseppe per le grazie già ricevute.
Le novene devono essere recitate per nove giorni consecutivi senza interruzioni; se un giorno ci si dimenticasse di recitarle, è necessario ricominciare da capo, non perché siano formule magiche, ma per esercitare la nostra costanza e fedeltà nella preghiera. (Fonte)

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