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Sussidio per la Quaresima 2017 – L’ascolto è conversione

È online “Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo”, il sussidio per la Quaresima e il tempo di Pasqua. Curato dall’Ufficio Liturgico Nazionale, il testo è disponibile sul sito dedicato ed è liberamente consultabile e scaricabile. Nella presentazione, Mons. Nunzio Galantino sottolinea come, nel clima comunicativo attuale che “prevede un incessante tentativo di prendere la parola”, non sia facile “porgere orecchio, rendersi disponibili, attenti, recettivi”. Per questo “il comando che risuona sul monte è molto attuale, anche se controcorrente”.

Ogni sezione del Sussidio è consultabile singolarmente. La lettura è scandita dalle riflessioni e dalla liturgia indicate per il Mercoledì delle Ceneri, le 5 domeniche di Quaresima, la Domenica delle Palme e il Triduo Pasquale. L’introduzione all’opera è a cura di don Franco Magnani, direttore dell’Ufficio Liturgico Nazionale.

Presentazione   

Nicola De Maria, Trasfigurazione del Signore, Anno A, Evangeliario Ambrosiano 2011, per gentile concessione del card. Dionigi Tettamanzi

di S.E. Mons. Nunzio Galantino
       
A partire dalla Parola di Dio e dalla Liturgia della Chiesa, in piena sintonia con il messaggio quaresimale di papa Francesco – «La Parola è un dono. L’altro è un dono» – il sussidio per l’animazione liturgico-pastorale del Tempo di Quaresima-Pasqua, predisposto dall’Ufficio Liturgico Nazionale, intende offrire strumenti a sostegno del cammino di fede delle nostre comunità cristiane.

Sul monte Tabor la voce dalla nube indica in Gesù il Figlio amato del Padre, splendente della sua gloria, e tuttavia incamminato verso la Passione. In tal modo egli si pone dalla parte dell’umanità sofferente e oppressa, a fianco di tutti gli abbandonati e i crocifissi della storia. Con decisione, ma senza trionfalismi, senza costrizioni, la voce del Padre invita all’ascolto. Non è facile nel nostro mondo porgere orecchio, rendersi disponibili, attenti, recettivi. Il clima comunicativo prevalente prevede un incessante tentativo di prendere la parola, attirare l’attenzione, impedire che l’altro venga ascoltato. Il comando che risuona sul monte è molto attuale, anche se controcorrente.

Il Figlio amato è la parola incarnata del Padre: in lui diviene possibile una nuova lettura delle Scritture dell’Antica Alleanza, e l’ascolto sorprendente della loro attuazione nel Regno dei Cieli. Conversando con Mosè ed Elia, la Legge e i Profeti, Gesù svela la profondità del progetto di Dio. Il Padre chiede un ascolto integrale: non solo comprensione intellettuale, non solo prassi umanitaria, non solo adesione emotiva, ma l’unione di tutte le facoltà della persona nell’unico processo della sequela.

In Gesù oggi diviene anche possibile un nuovo sguardo sulla storia, che non registri unicamente l’intervento dei più forti, che non si limiti a constatare chi fa più rumore, ma vada alla ricerca delle voci più umili e flebili, quelle di cui nessuno si cura. Allora l’ascolto è forma della vera conversione: uscire da sé stessi, per andare incontro a chi fa fatica anche solo a farsi sentire.

Proprio a partire dall’adesione profonda al Figlio amato dal Padre, in cui ci ritroviamo tutti fratelli, in cui ogni uomo, anche il più povero, il più fragile e malato, può essere riscoperto come fratello. Ancora più: il Crocifisso si è identificato con i più poveri; il Risorto è presente nella storia proprio dalla parte dei più umili. Vivere la Quaresima, vivere la gioia della Pasqua, seguire Gesù nel suo percorso di morte e risurrezione, perdere la vita per ritrovarla, non può non portarci a incrociare la via degli affamati, assetati, carcerati, malati, in cui egli si nasconde e rivela nello stesso tempo.

Il primo Altro che siamo chiamati a riscoprire è proprio Gesù: egli è  realmente alternativo, non convenzionale, non corrispondente ai canoni dominanti, alle ideologie di ogni epoca: distante sia dall’ideologia imperiale romana del suo tempo, sia dalle sottili e soffocanti mode del tempo attuale. Nel suo volto ritroviamo il nostro vero volto; nella sua persona ritroviamo la possibilità di un incontro autentico con gli “altri”, riscoperti come fratelli e sorelle.

Auspico che in ogni comunità, anche attraverso l’aiuto del sussidio, le celebrazioni dei  Tempi forti di Quaresima e di Pasqua siano vissute come soste rigeneranti di ascolto e di comunione, in cui la voce del Padre si fa sentire, in cui è possibile riconoscere il volto di Cristo, in cui essere trasfigurati in un clima comunitario e fraterno, con la riscoperta della gioia di credere e testimoniare.

  
Nunzio Galantino
Segretario Generale della CEI

Introduzione di Don Franco Magnani

In ascolto della Parola di Dio per una sapiente Ars Celebrandi

«La Parola è un dono»: il percorso battesimale

Una scelta di sobrietà e di essenzialità caratterizza il sussidio. Il punto di partenza è la riflessione della Parola di Dio dal mercoledì delle Ceneri fino alla domenica di Pasqua (I Parte). In linea con il percorso battesimale dell’anno A, con un’attenzione a tutte le letture, si ripercorre la storia della salvezza, l’annuncio del Vangelo, la possibilità di seguire Gesù fino alla croce e alla vittoria sulla morte.
Nella domenica della Tentazione scopriamo che è possibile lottare con Gesù contro il peccato e vincere il male; nella domenica della Trasfigurazione scopriamo la meta a cui il Padre chiama ogni suo figlio; nella domenica della Samaritana vediamo la forza di conversione che nasce dal dialogo con il Cristo; nella domenica del Cieco nato si aprono i nostri occhi alla luce del Risorto, che porta a vedere l’altro nella sua vera luce; nella domenica della Risurrezione di Lazzaro siamo confermati nella speranza della vittoria sulla morte.
 Indicazioni liturgiche

Le indicazioni liturgiche offrono spunti mirati per celebrare con frutto i Tempi forti di Quaresima e di Pasqua secondo un autentico spirito di ascolto e conversione: lasciando spazio al silenzio, a scelte lungimiranti e ponderate, rinunciando alla tentazione di spettacolarizzare la liturgia, si suggerisce che primario è rendersi disponibili a lasciarsi toccare dalla Parola e dai santi segni della liturgia, mediante i quali si attua l’annuncio di salvezza, per riscoprire la propria vocazione battesimale, testimoniandola ai fratelli.
Per la tematica propria di ciascuna Domenica di Quaresima ci si è riferiti alla Liturgia della Parola e all’eucologia, considerando allo stesso tempo le indicazioni offerte dal Calendario Romano generale, dal Direttorio su pietà popolare e Liturgia, dalla Lettera della Congregazione per il culto divino Paschalis sollemnitatis. Tutto ciò ha anche ispirato la monizione iniziale, composta secondo il criterio della brevità e dell’essenzialità.Per ciascuna domenica si indica la formula dell’atto penitenziale più adatta, si offrono suggerimenti per la preghiera universale e per i riti della presentazione dei doni, sempre nell’orizzonte dell’essenzialità propria di questo tempo liturgico.

Le sobrie, ma dense indicazioni per il Triduo Pasquale, con un linguaggio fresco e accattivante, ripropongono i contenuti fondamentali e le disposizioni normative aiutando a cogliere le potenzialità pastorali di celebrazioni impostate e attuate con una sapiente Ars Celebrandi.
Una cura particolare e dettagliata è riservata al canto liturgico, con l’intenzione di accompagnare parrocchie, gruppi liturgici, scholae cantorum e responsabili dell’animazione liturgica del canto ad entrare pienamente nel tempo liturgico quaresimale, caratterizzato da sobrietà e disponibilità al silenzio e nel tempo pasquale, segnato dalla gioia e dal giubilo. Accanto alla proposta puntuale di canti del proprium per ogni domenica e alla valorizzazione del canto del Salmo responsoriale si segnala una serie di schede di presentazione di canti tratti dal Repertorio Nazionale, per favorirne un’assimilazione esemplare e un corretto uso, e offrire criteri esemplari per la scelta dei repertori da cantare durante le celebrazioni.

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