L’8×1000 della Chiesa Cattolica per la popolazione del Libano

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A tre giorni dalla terribile esplosione che ha sconvolto la capitale libanese, cresce purtroppo il numero delle vittime, sono oltre 5mila i feriti e 300mila le persone che attualmente non possono rientrare nelle proprie case. Come si legge da un comunicato stampa diramato il 7 agosto, Caritas Italiana da anni collabora con Caritas Libano e sin dai primi momenti è entrata in contatto offrendo solidarietà e vicinanza. Un primo stanziamento è stato già inviato per far fronte ai primissimi bisogni e ne seguiranno altri in base alle esigenze e alle disponibilità per restare accanto alla popolazione per il tempo necessario a superare questa crisi che si somma e aggrava le altre preesistenti.

L’intera Chiesa Italiana ha rinnovato cordoglio e vicinanza alla popolazione libanese e oggi, 7 agosto, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha deciso lo stanziamento di 1 milione di euro dai fondi 8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica. Lo stanziamento sarà utilizzato a sostegno dei piani di intervento d’emergenza di Caritas Libano, tramite Caritas Italiana, per i prossimi 12 mesi.

La catastrofe colpisce un Paese già piegato da una pesante crisi economica e sociale, acuitasi nell’ultimo anno, che ha ridotto in povertà moltissime famiglie con più di un quarto della popolazione che vive con meno di 5 dollari al giorno. A questo si aggiunge l’altissimo numero di rifugiati ospitati nel Paese: circa un milione – quasi tutti siriani colpiti da una guerra che dura da 10 anni – su 4,5 milioni di abitanti, senza contare i palestinesi. Un quadro complesso in un Paese sempre più in fiamme.

Caritas Libano grazie all’immediato sostegno della rete Caritas, ha subito attivato un primo piano di intervento della durata di un mese per rispondere a tre bisogni urgenti della popolazione locale: assistenza sanitaria per gli oltre 5.000 feriti (inclusa la salute mentale), fornitura di acqua e alimenti, alloggio per gli oltre 300.000 sfollati.

Nello specifico il piano punta a raggiungere più di 84.000 persone, con:
generi alimentari e/o pasti caldi per 15.000 persone;
farmaci e medicinali per 4.000 persone;
trattamenti di primo soccorso e servizi di assistenza infermieristica per 1.500 persone tramite cliniche mobili;
kit per l’igiene e materiali per la pulizia della casa per 1.000 famiglie;
supporto psicosociale a circa 1.000 persone;
assistenza a 100 famiglie (circa 500 individui) con interventi di manutenzione straordinaria / riparazione delle abitazioni e rimozione dei detriti dalle loro case travolte dall’onda d’urto dell’esplosione;
• fornitura a circa 300 persone tra lo staff e i volontari Caritas di dispositivi di protezione individuale, come protezione contro il coronavirus,ma anche contro i rischi di lavoro sul campo a contatto con macerie e scorie tossiche;
attività di coinvolgimento comunitario (volontariato) per circa 35.000 persone.

Purtroppo le conseguenze di questa tragedia si protrarranno nel lungo periodo, e questo è solo il primissimo intervento di risposta. L’impegno della Caritas e delle altre organizzazioni umanitarie sarà quindi necessariamente lungo e complesso, di assistenza umanitaria ma anche di riabilitazione, accompagnamento e sostegno al reddito per le fasce più povere e vulnerabili della popolazione, anche grazie ad un’ampia mobilitazione del volontariato locale. Senza dimenticare le azioni già avviate per la gestione del conflitto e la riconciliazione, al fin di ridurre il rischio di tensioni sociali e politiche.

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