Il Sussidio pastorale propone un cammino dal buio alla luce, tracciato da cinque titoli recentissimi e da quattro classici, per orientare lo sguardo al Natale.

“Una piccola sosta nel tran tran quotidiano per orientare il cammino verso il Natale”. Così Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, definisce il Sussidio pastorale per l’Avvento “Il cammino della speranza”, preparato dalla Commissione nazionale valutazione film della CEI.

Si tratta di un percorso dal buio alla luce, tracciato da cinque titoli – 4 in streaming/home video e una novità 1 al cinema – che presentano una risposta o un riscatto davanti a situazioni di frattura e deragliamenti: “Minari” (2021) di Lee Isaac Chung, “Crazy for Football. Matti per il Calcio” (2021) di Volfango De Biasi, “Nowhere Special” (2020) di Uberto Pasolini, “La vita che verrà. Herself” (2020) di Phyllida Lloyd e “Conversazione con Francesco su vizi e virtù. Versione integrale” (2021) di Dario E. Viganò. “Come le fiammelle di una corona d’Avvento, si accendono cinque verbi – desiderare, trasformare, custodire, benedire e accogliere – che corrispondono ad altrettanti atteggiamenti”, rileva Corrado evidenziando che “al dubbio risponde il desiderio, alla disperazione la trasformazione, alla dissipazione la custodia, al pessimismo e alla frustrazione la benedizione, al narcisismo egoico l’accoglienza”.

Curato da Massimo Giraldi, Sergio Perugini, don Andrea Verdecchia ed Eliana Ariola, il Sussidio propone anche un rimando all’Archivio storico della Cnvf, alla memoria delle “Segnalazioni cinematografiche”, con quattro titoli classici che raccontano l’incontro che apre alla speranza o alla salvezza miracolosa: “La vita è meravigliosa” (1946), “Miracolo a Milano” (1951), “Mary Poppins” (1965) e “Il pranzo di Babette” (1987).

“C’è un movimento interiore – spiega il direttore dell’UCS – che consente di vivere al meglio l’attesa, anche attraverso le immagini e l’ascolto. È un’attitudine che dà senso e genera novità. Il punto di contatto sta proprio nella capacità di vivere e orientare la speranza; non le nostre piccole speranze giornaliere, ma la speranza vera, quella dà significato agli eventi e dà forma alle decisioni”.

Leggi l’introduzione di Vincenzo Corrado, Direttore Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali CEI

L’interrogativo struggente e amorevole di John, tratto dal film Nowhere Special (2020) di Uberto Pasolini, è la sintesi perfetta di questo Sussidio pastorale per l’Avvento e il Natale, preparato dalla Commissione nazionale valutazione film della CEI. John è un padre trentenne affetto da una malattia inguaribile e cerca di trovare dei genitori adatti a prendersi cura di suo figlio Michael… Una bella storia d’amore, ispirata a un fatto di cronaca, che aiuta a interrogare la propria coscienza e ad aprirla alla speranza.

Anche se il paragone può sembrare azzardato o fuori luogo, John ricorda in qualche modo san Giuseppe e la sua ricerca affannosa per dare un rifugio sicuro al piccolo che stava per nascere. Stesso movimento, stessa premura, stesso desiderio e, forse, stessi dubbi… “ma davvero lo conosco bene?”. Chissà quante volte sarà ritornato questo pensiero nelle giornate trascorse nella sua bottega.

Non esprime affatto una perplessità, ma quella cura e quella custodia che riallacciano le due figure, quasi a indicare un cammino per l’Avvento 2021.

Tenerezza, amorevolezza, accoglienza, cura e custodia sono la bussola con cui orientarsi quotidianamente nelle pieghe della vita. Parola di Giuseppe; parola di John. Ecco, allora, che le tenebre e le incertezze vengono dissipate dalla speranza, quella vera, che passa dal sussurro e dal vagito di un bambino. In questo orizzonte, come le fiammelle di una corona d’Avvento, si accendono cinque verbi – desiderare, trasformare, custodire, benedire e accogliere – che corrispondono ad altrettanti atteggiamenti. Al dubbio risponde il desiderio, alla disperazione la trasformazione, alla dissipazione la custodia, al pessimismo e alla frustrazione la benedizione, al narcisismo egoico l’accoglienza.

Questo Sussidio, a cura di Massimo Giraldi, Sergio Perugini, don Andrea Verdecchia ed Eliana Ariola, offre la possibilità di una piccola sosta nel tran tran quotidiano per orientare il cammino verso il Natale.

C’è un movimento interiore che consente di vivere al meglio l’attesa, anche attraverso le immagini e l’ascolto.

È un’attitudine che dà senso e genera novità. Il punto di contatto sta proprio nella capacità di vivere e orientare la speranza: non le nostre piccole speranze giornaliere, ma la speranza vera. Quella dà significato agli eventi e dà forma alle decisioni. Un Padre del Deserto racconta che un anziano venne interrogato da un uomo: “Perché sono sempre scoraggiato?”. E questi rispose: “Perché non hai ancora visto la meta”. Qual è la nostra? Giuseppe e John indicano l’amore, segnalando il percorso della speranza. Siamo pronti in questo Avvento a seguirli? Buon cammino!

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