Dal Sacco di Roma al secolo senza Giubileo

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Sack_of_Rome_of_1527_by_Johannes_Lingelbach_17th_centuryDal 1527, l’anno del “Sacco di Roma” all’Ottocento, secolo di grandi cambiamenti e nessun Giubileo.

E’ un lungo viaggio nel tempo quello dello storico del Cristianesimo Alberto Melloni nel nuovo appuntamento con “Lezioni dal Giubileo”, il programma di Rai Cultura che anticipa e accompagna il Giubileo Straordinario della Misericordia, in onda venerdì 20 novembre alle 19.00 su Rai Storia.

Il Sacco non è il solo avvenimento che colpisce al cuore la città eterna e il papato: la data si  intreccia anche con il lungo, aspro periodo che accompagna la Riforma Protestante e  i cruenti scontri di religione su ogni fronte.
“Quella che inizia con la santa indignazione di Martin Lutero – racconta Alberto Melloni – non è soltanto la messa in discussione dell’anno santo. Ironie ce n’erano state anche prima, e non è nemmeno soltanto una discussione che riguarda le indulgenze. Il 1517 è uno spartiacque perché la lacerazione che si genera all’interno della cristianità occidentale è profonda e coinvolge per la prima volta moltissime persone, non più solo le masse dei pellegrini che vanno a Roma, ma le masse dei lettori che grazie alla stampa vengono a contatto con gli opuscoli, i volantini, i libri, con i quali viene messa in discussione l’idea stesa della giustificazione della salvezza. Un dissenso, quello che si genererà all’inizio del XVI secolo, che durerà moltissimo tempo.”
“Soltanto nel 1999, – aggiunge Melloni – grazie ad un accordo predisposto per parte cattolica dagli allora cardinali Kasper e Ratzinger, la chiesa evangelica e la chiesa cattolico-romana troveranno un’intesa su questa materia che però le avrà tenute per secoli in uno stato di divisione assoluto, profondo e radicale”. 
Non è da meno l’Ottocento, segnato al suo inizio  dall’intraprendenza espansionista di Napoleone e, in chiusura, dagli eroici e tragici eventi che accompagnarono il  Risorgimento fino alla breccia di Porta Pia.

[ads2]“Il Giubileo che non si era potuto fare nel 1800, a causa di Napoleone e la deportazione del papa – conclude Melloni – non si farà neanche nel 1850 perché Pio IX è dovuto fuggire da Roma nel momento in cui la repubblica romana si è insediata. Soltanto nel 1875, quando ormai le truppe del regno d’Italia avranno conquistato anche la città di Roma, Pio IX potrà indire un Giubileo, ma sarà un Giubileo particolarmente luttuoso, nel quale non si aprirà nemmeno la Porta Santa di San Pietro per dare il segno di questa frattura enorme di cui il papa si sente vittima, per far sentire a tutti che il papa è ormai prigioniero in Vaticano e non può più celebrare nulla come aveva celebrato prima”. 

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