Papa Francesco – I bambini sono speranza

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Il messaggio di papa Francesco è universale, si rivolge ai più piccoli, invitandoli ad abbracciare lo spirito della condivisione, della tolleranza, della pace.

Il papa parla ai bambini in modo semplice e diretto, li invita a essere generosi, a non aver paura di piangere, a fare del bene nella vita, ma anche a sorridere, a fare sempre squadra, a gioire e sprigionare allegria.

Con un inserto riflettente in cui ogni bambino ritroverà la sua immagine.

Età di lettura: da 4 anni.

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Sono i suoi “amici del cuore”. A loro, i bambini,Papa Francesco riserva sempre un’attenzione specialein qualsiasi circostanza, anche durante le udienze piùformali e dove l’etichetta richiederebbe tempi e modiben distanti dalla semplicità e dall’immediatezza deifanciulli. Per un bambino vale sempre la penafermarsi un attimo tra la folla, tendergli la mano peruna carezza, regalare un sorriso e magari concedersiuna battuta o una fragorosa risata.

È evidente il feeling particolare che il Pontefice hacon i più piccoli, ai quali ha ora dedicato un libroscritto apposta per loro. È infatti appena andato instampa un piccolo volume illustrato e cartonato incui si rivolge loro con linguaggio semplice e brevifrasi quasi “sussurrate”, come fossero i preziosiconsigli di un nonno.

I bambini sono speranza: è questo iltitolo del libro (Milano, Salani, 2020, pagine 32,euro 12,90) che, naturalmente, utilizza in manierapreponderante il linguaggio più consono ai suoiinterlocutori, quello delle immagini. Sono quellevivaci e colorate realizzate da Sherre Boyd,illustratrice newyorchese nata in Italia.

Entrando così, in punta di piedi, nel mondo deifanciulli, Francesco accompagna con delicatezza ivari momenti della loro giornata, suggerendo spuntiper la riflessione. E così, vedendoli giocare,raccomanda: «Sii felice quando stai insieme aglialtri», oppure, immaginandoli in un momento didifficoltà o di tristezza, consiglia: «Gesù capisce ituoi problemi. Prega in silenzio e lascia che le parolenascano dalle lacrime». Così, quasi prendendoidealmente ogni bambino sulle sue ginocchia, il Papaapprofitta di questo “dialogo” per parlare di spiritodi condivisione, di tolleranza, di pace, di generosità.

E invita i più piccoli a essere felici — perché «Gesùci ama moltissimo» — e perfino a «ballare» per farvedere a tutti, anche ai più grandi, quanto èimportante vivere con gioia e allegria.

È, in definitiva, una questione di prospettiva:guardare il mondo con gli occhi di un fanciullo.

Incontrando in Vaticano i piccoli ospiti deldispensario pediatrico Santa Marta, due anni fa, Francesco disse: «Per capire la realtà della vita, bisogna abbassarsi, come ci abbassiamo per baciareun bambino».

A cura di Maurizio Fontana per l’Osservatore Romano

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