Nell’oro e nell’azzurro – Poesia della liturgia in Cristina Campo

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Una nuova chiave di lettura per l’opera di Cristina Campo – straordinaria donna e scrittrice, poetessa vissuta tra il 1923 e il 1977, il cui nome anagrafico era Vittoria Guerrini – ce lo offre un lavoro di Giovanna Scarca, che rivolge la sua attenzione alla dimensione liturgica della poesia di Cristina Campo, sempre più attratta, nel corso della sua vita, prematuramente stroncata, dalla dimensione rituale della preghiera e dell’ascolto della Parola, tentata fortemente dalla tradizione liturgica bizantina e orientale. Donna di singolare intelligenza e cultura, fu in particolare, tra gli anni ’50 e ’60, nel suo soggiorno romano, al centro di un vasto circolo di scrittori e intellettuali, tra cui Alessandro Spina, Maria Zambrano, Ignazio Silone, Vittorio Sereni, Maria Luisa Spaziani, Elemire Zolla. Tra i suoi amici anche Gianfranco Draghi, che racconterà della sua amicizia con la Campo.

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Il libro

Il libro esplora il continente interiore di Cristina Campo (1923-1977), una voce poetica di straordinaria profondità, concentrata nella ricerca della bellezza, splendore della verità. Il suo itinerario creativo di “salmone controcorrente” risale i flutti dell’esistenza fino alla Sorgente della vita e dell’amore, e approda a una scrittura simbolica e polisemica ispirata dalla liturgia cristiana. I versi di Missa Romana, Monaci alle icone, Diario bizantino svelano fulgidamente la sua immersione nella preghiera della Chiesa, portando alla luce le perle più luminose della Tradizione. Attraverso un serrato confronto con le prose e gli epistolari della Campo, il presente studio offre le chiavi ermeneutiche dei canti liturgici, sollecitando una nuova lettura critica dell’intera opera.

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