Leonardo Boff: Soffia dove vuole. Lo Spirito Santo dal Big Bang alla liberazione degli oppressi

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Il ritorno del grande teologo brasiliano Leonardo Boff

Soffia dove vuole. Lo Spirito Santo dal Big Bang alla liberazione degli oppressi (Editrice Missionaria Italiana, pp. 228, euro 25,00, in libreria dal 28 gennaio) segna il ritorno del celebre teologo brasiliano Leonardo Boff, uno dei padri della teologia della liberazione.
Dedicato edicato alla pneumatologia, la «cenerentola» della teologia cattolica, in Soffia dove vuole l’Autore vuole portare al centro della riflessione il ruolo dello Spirito Santo nella storia, dal Big Bang ai grandi eventi moderni, come esempi della «irruzione» e dell’operato dello Spirito.

Come sottolinea il pensatore brasiliano nel volume, un vero e proprio trattato teologico, «nella tradizione latina non viene sufficientemente riconosciuta la missione dello Spirito, che è creare di nuovo, essere, nella storia, la fantasia di Dio per rendere continuamente buona-notizia il messaggio di Gesù». Ecco quindi invece che «con la categoria “spirito” siamo invitati a capire Dio come processo, come divenire, come Energia che sostiene l’universo intero, ogni essere e ogni persona. Egli è più Azione che Sostanza immutabile. È un Dio che ha futuro, perché entra nella storia».

Lo Spirito che era presente nella Rivoluzione Russa, negli eventi che negli anni ’60 hanno portato alla nascita della teologia della liberazione e dell’opzione preferenziale per i poveri, nel Concilio Vaticano II come nelle Conferenze di Puebla e Medellín, nell’emergere del Rinnovamento Carismatico fino all’elezione di papa Francesco, e che Boff auspica possa guidarci dall’era dell’Antropocene a quella dell’«Ecocene». Uno Spirito la cui azione concreta permette che al centro della riflessione teologica ci siano i poveri e gli ultimi, quanto il rispetto della Madre Terra.

Tuttavia il vero focus della riflessione di Boff si concentra nel rapporto tra scienza e fede, affrontando una questione nuova e relativamente inedita nella pneumatologia: «il rapporto dello Spirito Santo con l’universo come lo intendiamo oggi a partire dalla nuova cosmologia e dalle scienze della Terra». Un tema che Boff aveva avviato negli anni scorsi, ma che qui trova sua piena realizzazione. Nonostante il teologo brasiliano non si spinga fino all’idea del «disegno intelligente» – «non si intende fare una difesa del “disegno intelligente” o della mano della Provvidenza divina. Solamente si dice che l’universo non è assurdo. È carico di intenzione» –, cerca assiduamente di ritrovare l’azione dello Spirito anche nella cosmologia, nell’astrofisica e nella fisica quantistica moderne (è chiara la sua ammirazione per la scoperta del bosone di Higgs). Un dialogo, quello tra scienze fisiche e teologia, che il teologo definisce «necessario» perché, nella «lettura pneumatologica dell’universo, tutte queste affermazioni si rivelano naturali, giacché tutto fu creato nello Spirito e porta in sé i segni della presenza e dell’opera dello Spirito». E ancora: «Lo Spirito è dietro a tutto come il Propulsore, e sta davanti come il grande Attrattore, facendo sì che l’universo, a dispetto dei tanti scontri di galassie ed estinzioni massicce di capitale biotico, mantenesse sempre la sua direzione verso forme di esseri più complesse e ordinate».

In un viaggio che parte dal Big Bang e che tocca i più grandi maestri del pensiero cristiano – tra gli altri Yves Congar, uno dei padri del Concilio, Ildegarda di Bin­gen, Gioacchino da Fiore, Paul Tillich, José Comblin – in Soffia dove vuole Boff dimostra quanto questa «cenerentola» della teologia debba ricoprire un ruolo centrale nella riflessione non solo teologica, ma antropologica, e persino ecologica. In diversi echi della Laudato si’ che si ritrovano nel volume, l’intellettuale brasiliano afferma che «tutte le energie, anche quelle virtuali che vagano nel campo di Higgs, e gli esseri esistenti non stanno giustapposti o gettati a caso nello spazio e nel tempo. Sono tutti connessi gli uni agli altri. Tutto è in relazione con tutto. Si formano reti di interconnessioni che rendono tutti interdipendenti, e così si aiutano reciprocamente a coesistere e a continuare l’evoluzione».

Una riflessione ampia e profonda che riguarda anche le donne, vittime di quella «cultura teologica maschilista che ha prestato scarsa attenzione alle donne che furono ispirate dallo Spirito». Uno Spirito che prima di ogni altro ha toccato Maria, il quale «eresse la sua tenda su una donna del popolo» prima ancora che sul Figlio, a testimonianza del ruolo che le donne hanno avuto nella storia, che ancor oggi fatica ad essere riconosciuto.

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