2 nuovi libri di Paolo Curtaz – “Pecore” e “Pastori”

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Pecore.

Il libro che tutti i parroci dovrebbero regalare ai loro parrocchiani

Viviamo tempi particolari, di grandi cambiamenti, di radicali trasformazioni. Il mondo e la Chiesa in cui siamo cresciuti sono in evoluzione e, spesso, troppo spesso, l’esperienza di fede che abbiamo vissuto in un determinato contesto non è più significativa per le persone che oggi abbiamo attorno. Questo suscita sconcerto, scoraggiamento, inquietudine, in molti fra noi: in tutti coloro che non si accontentano di una fede ridotta ad appartenenza culturale, a riferimento sociale.

I rapidi mutamenti che sperimentiamo interrogano coloro che, sul serio, pensano che Gesù Cristo sia il rivelatore del Padre, il Maestro che indica il senso della vita, e che desiderano fare esperienza di comunità. Molti si lamentano che le chiese si svuotano (ma di che cosa le avevamo riempite?). E che non riusciamo più a portare la gente in chiesa (dobbiamo portarla a Cristo, non in chiesa). Proviamo a resettare le cose che conosciamo, ripartendo da zero, risalendo il fiume, tornando alle origini, agli inizi. Proviamo, seriamente, a capire se il tempo che stiamo vivendo è tempo di disgrazia o di grazia. Se, sul serio, Dio fa nuove tutte le cose e non ce ne stiamo accorgendo (Ap 21,5).

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Pastori.

Il libro che tutti i parrocchiani dovrebbero regalare ai loro parroci

Fare il parroco oggi è cosa complessa. E lo si sa. Paolo Curtaz, che da decenni frequenta e conosce varie comunità in tutta Italia, prova a scrivere, con il suo linguaggio che qui è davvero senza peli sulla lingua, una sorta di “teologia pastorale- per il prete nel mondo (e nella Chiesa) di oggi, alla ricerca delle origini di quella che è chiamata vocazione e alla ricerca di un senso per il lavoro quotidiano di molti pastori che devono confrontarsi con una società per la quale fede e morale sono degli “accidenti-. Da dove viene la scelta del presbiterato? E del celibato? Verso quali orizzonti di carità pastorale muoversi?

Come affrontare gli ostacoli esterni, ma anche quelli interni (il proprio temperamento, il ruolo…)? Come superare le sindromi del carrierismo, del vittimismo, del governismo…? Un libro che non lascerà indifferenti, che provocherà, che farà riflettere non solo i sacerdoti ma anche le comunità che li accolgono come guide. Uno scritto che ha una finalità semplice e decisiva: riconsegnare sentieri di pace interiore e comunitaria a coloro che sono, per prima cosa, uomini di fede, prima ancora che uomini del sacro. Il libro forse più sentito e sofferto di Paolo Curtaz.

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