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O beato Giuseppe, padre tenerissimo di Gesù,
ti amiamo e ti invochiamo con fiducia, desiderosi
di imitare le tue virtù e il tuo slancio. Tu sei al
servizio dell’intero disegno salvifico. Accogli Maria
senza mettere condizioni preventive. Sei il
vero “miracolo” con cui Dio salva il Bambino e
sua madre. Davvero ciò che conta Dio riesce
sempre a salvarlo, a condizione che usiamo il
tuo stesso coraggio creativo, con il quale sai trasformare
un problema in un’opportunità, anteponendo
sempre la fiducia nella Provvidenza.

Patrono della Chiesa, aiutaci ad amare la Parola
e i Sacramenti, la Chiesa e i poveri, riconoscendo
che ognuna di queste realtà è sempre il
Bambino e sua madre. O umile carpentiere, da
te Gesù ha imparato il valore e la dignità del lavoro.

A noi insegni che il lavoro è partecipazione
all’opera stessa della salvezza.
O sposo castissimo di Maria Vergine, tu hai
amato e messo al centro Maria e Gesù. La tua
felicità è stata il donarti. Prega per tutti i chiamati
al matrimonio, al sacerdozio ministeriale e alla
vita consacrata, perché giungano alla maturazione
del dono di sé, facendosi segno della bellezza
e della gioia dell’amore. Da te imploriamo
la grazia delle grazie: la nostra conversione. Patrono
della buona morte, prega per noi. Amen!

Preghiera di don Francesco Dell’Orco e ispirata dalla Lettera apostolica Patris Corde di papa Francesco.

Fonte: il foglietto de “La Domenica”.

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