mons. Giuseppe Mani – Commento al Vangelo di domenica 29 Maggio 2022

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Ascensione

Prima della sua Pasqua Gesù aveva detto: “Quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me” (Gv 12,32). Ovviamente intendeva la prima elevazione, quella della Crocifissione, ma che era soltanto l’inizio che doveva culminare con la sua elevazione alla destra del Padre. Siamo arrivati al momento di lasciarci attirare da Lui, giunto alla fine della sua esperienza terrena. Seguiamo Gesù che ci conduce sul monte degli ulivi, dove era cominciata la sua passione. Ascoltiamolo e contempliamolo. Sono le sue ultime parole prima di tornare al Padre e l’ultimo gesto: quello che resterà impresso per sempre nel cuore dei presenti.

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“Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura” (Mc 16,15). All’Ascensione corrisponde un’apertura dei discepoli verso il mondo che sono invitati a guardare con simpatia, in stato di attesa, non come luogo di dannazione, ma come messe da evangelizzare in attesa di pastori. In poche parole Gesù se ne va, lascia loro e quando tornerà vuol trovare le cose cambiate .

In questo tempo in cui tutto è riduttivo e con un certo piacere si dice che “la cristianità è finita” e che ci dobbiamo abituare ad essere minoranza e anche riguardarsi a desiderare le conversioni per non violare la libertà degli individui e invadere la cultura altrui, Gesù ci spinge a puntare al largo con spirito di offerta a tutti, non dico di conquista, sarebbe eccessivo.

“Predicate il vangelo”. Il Signore è preciso: non ha detto semplicemente di cambiare il mondo, ma di cambiarlo col vangelo come unica forza trasformante. Durante la storia quanti hanno provato a cambiare l’umanità. Nel secolo appena trascorso basta pensare al liberalismo, al nazismo, al comunismo, tutte forze che sono state capaci di animare le masse, ma che non sono riuscite a cambiare l’uomo in meglio. E’ di questi giorni l’esperienza della Russia, dove doveva governare il proletariato e dove il comunismo reale si è manifestato come un bluff colossale.

Simon Weill, dopo la sua esperienza in officina, dove volle verificare la verità della proposta marxista, concluse che il comunismo reale era fallito, perché né Marx, né Lenin erano mai stati in una fabbrica a lavorare e che l’unica soluzione per la giustizia era nel Vangelo.

Non mancano neppure oggi proposte alternative, ma Gesù rimane l’unica proposta vera per cambiare il mondo.

“Fu assunto in cielo e fu assiso alla destra di Dio”. Mentre saliva verso il cielo gli apostoli lo seguirono con lo sguardo finché una apparizione di angeli concluse l’esperienza.

La chiesa ci fa pregare oggi in maniera molto chiara descrivendo come deve essere la nostra condizione umana: “Ad superna semper intenti”. Vivere su questa terra, lavorare per cambiarla col vangelo, ma con il cuore rivolto a cielo dove è Lui che siede alla destra del Padre. Piedi e mani per terra e cuore al cielo è lo stile di vita del cristiano.

L’Ascensione del Signore è la festa del dinamismo cristiano, della proposta di lavoro con la certezza di riuscita e della meta che risplende davanti a noi. Il mondo è destinato a diventare cristiano e la nostra patria è il cielo dove Gesù è andato a prepararci un posto.

Queste sono le certezze del cristiano che il Signore ha voluto ribadirci al momento della sua partenza per la casa del Padre.

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