Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 6 Agosto 2020

Il commento alle letture del 6 agosto 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Il suo volto brillò come il sole

GIOVEDÌ 6 AGOSTO (Mt 17,1-9)

Dio è luce eterna. La luce avvolge Dio, il Signore, come un manto: “Il sole non sarà più la tua luce di giorno, né ti illuminerà più lo splendore della luna. Ma il Signore sarà per te luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore. Il tuo sole non tramonterà più né la tua luna si dileguerà, perché il Signore sarà per te luce eterna; saranno finiti i giorni del tuo lutto” (Is 60,19-20). “Benedici il Signore, anima mia! Sei tanto grande, Signore, mio Dio! Sei rivestito di maestà e di splendore, avvolto di luce come di un manto, tu che distendi i cieli come una tenda, costruisci sulle acque le tue alte dimore, fai delle nubi il tuo carro, cammini sulle ali del vento, fai dei venti i tuoi messaggeri e dei fulmini i tuoi ministri (Sal 104 (103) 1-4). La casa di Dio è una luce inaccessibile: “Davanti a Dio, che dà vita a tutte le cose, e a Gesù Cristo, che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo, che al tempo stabilito sarà a noi mostrata da Dio, il beato e unico Sovrano, il Re dei re e Signore dei signori, il solo che possiede l’immortalità e abita una luce inaccessibile: nessuno fra gli uomini lo ha mai visto né può vederlo. A lui onore e potenza per sempre. Amen” (1Tm 6,13-16). Mai nessun Angelo si è manifestato vestito di luce. Sempre con vesti candide, bianche. Solo Dio è luce e solo Lui è vestito di luce.

Mosè rimane sul monte per quaranta giorni e quaranta notti. Alla presenza della luce del Signore, il suo volto si impregna di luce: “Quando Mosè scese dal monte Sinai – le due tavole della Testimonianza si trovavano nelle mani di Mosè mentre egli scendeva dal monte – non sapeva che la pelle del suo viso era diventata raggiante, poiché aveva conversato con lui. Ma Aronne e tutti gli Israeliti, vedendo che la pelle del suo viso era raggiante, ebbero timore di avvicinarsi a lui. Mosè allora li chiamò, e Aronne, con tutti i capi della comunità, tornò da lui. Mosè parlò a loro. Si avvicinarono dopo di loro tutti gli Israeliti ed egli ingiunse loro ciò che il Signore gli aveva ordinato sul monte Sinai. Quando Mosè ebbe finito di parlare a loro, si pose un velo sul viso. Quando entrava davanti al Signore per parlare con lui, Mosè si toglieva il velo, fin quando non fosse uscito. Una volta uscito, riferiva agli Israeliti ciò che gli era stato ordinato. Gli Israeliti, guardando in faccia Mosè, vedevano che la pelle del suo viso era raggiante. Poi egli si rimetteva il velo sul viso, fin quando non fosse di nuovo entrato a parlare con il Signore” (Es 34,29-35). Gesù non si impregna di luce, Lui è Luce da Luce. Lui è generato dalla Luce Eterna che è il Padre suo. Nella sua Persona e Natura divina Lui è Luce Eterna. Sul monte Lui mostra ai suoi discepoli che Lui non è un Angelo, non è solo l’Inviato da Dio. Lui nella sua Natura e Persona divina è Dio, perché Lui è Luce.

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

I miracoli compiuti da Gesù attestano che Lui è infinitamente oltre ogni profeta mandato da Dio e qualsiasi altro uomo che lo ha preceduto. La Luce che avvolge tutta la sua persona, rivela che Lui è oltre Mosè e oltre ogni Angelo del cielo. Lui è realmente, sostanzialmente, naturalmente, personalmente Dio. Il Padre attesta che Lui è il suo Figlio Amato. Lui va ascoltato come vero uomo, ma anche come vero Dio. Mosè è suo servo. Gesù è suo Figlio. Mosè, la Legge, Elia, i Profeti attestano per Lui. Ogni sua Parola è purissima verità. Solo la sua Parola è verità. Va ascoltato.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fateci veri ascoltatori di Cristo Gesù nostro Dio e Signore.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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