Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 23 Luglio 2022

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SABATO 23  LUGLIO – SEDICESIMA SETTIMANA T. O . [C]

SANTA BRIGIDA PATRONA D’EUROPA

Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Ora Cristo anticipa la rivelazione del suo cuore che a breve manifesterà in tutta la sua pienezza nella preghiera che rivolgerà al Padre. Lui e i suoi Apostoli, Lui e i suoi discepoli, vuole che siano una cosa sola, come Lui e il Padre sono una cosa sola. Ma vuole che siano una cosa sola nella cosa sola che sono Lui e il Padre: “Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.

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Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità.

Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.

Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro» (cfr. Gv 17,1-26). Tra Cristo e il Padre, nello Spirito Santo, non vi è solo una unità di volontà, cuore, obbedienza. Vi è infinitamente di più. Vi è una unità di natura. Il Padre e il Figlio sussistono, nell’unità dello Spirito Santo, nella sola natura divina ed eterna. Divenendo il discepolo vero corpo di Cristo anche lui diviene partecipe della natura divina ed è questa l’unità, la “cosa sola” che Cristo chiede al Padre per ogni suo discepolo.

Poiché questa partecipazione della divina natura e il divenire corpo di Cristo si compiono solo nel Battesimo e ogni giorno vengono ravvivati, rafforzati, intensificati nel Sacramento dell’Eucaristia, coloro che negano oggi il Battesimo – sia per vie esplicite e sia per vie implicite, frutto della stoltezza e dell’insipienza che governa il cuore del cristiano, divenuto ormai tralcio secco e non più vivificato dallo Spirito Santo – dichiarano nulla la preghiera di Cristo, dichiarando nullo il suo desiderio e il suo cuore. Nessuno che è vivificato dallo Spirito Santo dichiarerà mai nulla una sola Parola di Gesù. Chi dichiara nulla anche una sola Parola di Gesù, di certo non parla nello Spirito Santo. Parla dal cuore del principe del mondo.

LEGGIAMO IL TESTO DI Gv 15,1-8

Tra la vite vera e i tralci si vive non solo un profondo mistero di unità. In più, deve essere aggiunto che la vite vera produce attraverso i suoi tralci. Se noi diciamo che il battesimo non è necessario, altro non diciamo che i tralci non servono alla vite vera e che la vite vera può rimanere senza alcun tralcio. Poiché sono i tralci che producono, senza i tralci la vite vera rimane senza alcun frutto.

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È una vite inutile al Padre celeste e gli uomini. Ecco perché il discepolo di Gesù deve parlare sempre dallo Spirito Santo e mai dai suoi pensieri. Sempre dal cuore del Padre e mai dal suo cuore. Sempre dalla purezza del Vangelo e mai da un Vangelo inquinato, trasformato, modificato, ridotto a brandelli. O si diviene tralci di Cristo, e si diviene solo attraverso il Battesimo, o la vite vera non potrà produrre alcun frutto.

Si predica il Vangelo, si invita alla conversione, si chiede la fede in Cristo, ci si lascia battezzare, si diviene tralci della vite vera, la vite potrà produrre molto frutto. Madre di Gesù, donaci una purissima fede.

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