Giuseppina Ferrisi: Dannati – 50 preghiere per il cammino della vita

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Preghiere per accompagnare lo scorrere della vita, perché ogni evento che tutti attraversiamo può essere occasione per rivolgersi a Dio: i momenti belli e dolorosi, le scelte culminanti o le piccole cose quotidiane, gli incontri col Padre nei sacramenti e nella liturgia. Nella la preghiera non solo l’anima si rivolge a Dio, ma Dio stesso le parla.

Stupirsi e lodare per una telefonata inaspettata, cogliere la bellezza di Dio in ogni piccolo fiore, non perdere la speranza nei momenti di buio profondo, intercedere per le fatiche e le prove dei figli, gioire per gli eventi lieti di parenti e amici e scrivere auguri di vera partecipazione… in altre parole, vivere ogni istante della propria vita come occasione di preghiera. Ecco il segreto del cammino mistico dell’autrice di queste pagine, che sono una miniera di spunti per chi è alla ricerca di una spiritualità calata nel quotidiano.

«La presenza di Dio è come un soffio leggero e persistente: è come l’aria che si respira senza sentirla ma senza la quale non c’è vita. La mia preghiera è quasi senza parole; non ne sento la necessità. È come se vivessi dentro la preghiera, come se io stessa fossi preghiera. Presenza di Dio; accettazione di ciò che non capisco; offerta di tutto».

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Dall’introduzione

Scorrendo le pagine di questo libro si sente soffiare il vento dello Spirito Santo, che fa crescere nella fede, nella speranza e nell’amore.

Giuseppina Ferrisi (Pinuzza) sapeva pregare in modo autentico, perché era unita alla Santissima Trinità nella quotidianità della vita. La sua non era la fede delle festività o delle cerimonie di circostanza, ma di ogni giorno, trovando Dio nell’istante presente. Era convinta che mentre i nostri sensi sbriciolano l’Eterno in una successione cronologica di fatti, Dio è e rimane per sempre.

Per questo si presentava a Dio Padre con la semplicità e la fiducia di una bambina che tende le braccia verso la Sua tenerezza e si abbandona sul Suo Cuore.Partendo dalle piccole cose della realtà umana era ammaestrata dal Dio della vita.

Questo testo è un utile strumento soprattutto per quell’alta percentuale di cristiani che non sa pregare.

Ogni cristiano deve imparare a pregare, perché non è né facile né scontato saperlo fare bene.

Pensare a Dio non è la stessa cosa che pregare.

I principianti si illudono che pregare sia leggere preghiere su un libro (anche se è la Liturgia delle Ore o la Bibbia) o dire preghiere a memoria (magari in fretta per arrivare a recitarle tutte).

Pregare è il respiro dell’anima. Santa Teresa di Gesù Bambino vedeva la preghiera come «uno slancio del cuore, un semplice sguardo gettato verso il Cielo, un grido di grati-tudine e di amore nella prova come nella gioia».

Sant’Ignazio di Loyola negli Esercizi Spirituali(al n. 54) spiega che «il colloquio deve essere spontaneo, come quando un amico parla all’amico o un servitore parla al suo padrone, ora chiedendo un favore, ora accusandosi di una colpa, ora manifestando un proprio problema e chiedendo consiglio».

Così sembra essere stato anche per Pinuzza. La preghiera è la conversazione del cuore con Dio e dovrebbe essere lo stato abituale dell’uomo.La sua preghiera è un atto di abbandono, un lasciare al Signore la cura della vita nelle necessità spirituali e materiali, dicendo con il cuore: «Signore, io credo in Te, io spero in Te, io amo Te». Questo sia nei momenti di gioia sia in quelli di sacrificio.Pregare non significa arrovellarsi, sconvolgersi e disperarsi, volgendo poi al Signore una preghiera agitata ed angosciata, se non un ultimatum.

Quello che ci sconvolge sono i nostri pensieri e ragionamenti. Ecco perché Pinuzza prediligeva la preghiera che nasce dallo stupore per le meraviglie compiute da Dio nel creato e con il dono della Grazia.Ha curato in modo particolare gli incontri con Gesù Eucaristia e con Gesù Misericordia nel sacramento della riconciliazione.

Nella Premessa al volume Gesù di Nazaret Benedetto XVI ha evidenziato come il punto di riferimento per la fede è l’intima amicizia con Gesù, da cui tutto dipende. Pinuzza ha ben assimilato questo insegnamento.

È consapevole di ricercare il Suo Volto, vivendo nell’attesa dell’incontro che sarà per sempre.All’abbandono ed agli atti di fiducia verso Dio, segue il lasciare che il Signore disponga di lei, trasformandola anche attraverso i momenti di oscurità.La sua preghiera è spesso di lode, di riconoscenza e di ringraziamento. A volte presenta richieste per le persone che le sono state affidate; spesso chiede al Signore che rimedi nel caso avesse fatto soffrire qualcuno. In particolare è piena di tenerezza verso le persone giovani, testimoniando l’importanza della preghiera degli insegnanti per i propri alunni: «Padre, fammi per loro portatrice di speranza, di fiducia, di allegria, di entusiasmo. Questo Ti chiedo oggi, con grande umiltà».

Questo libro non è tanto un manuale di preghiere, quanto una piccola scuola di preghiera. In queste pagine Pinuzza, sempre mamma e maestra, aiuta anche noi a sciogliere la nostra lingua incep-pata, trovando in Dio Luce, Amore e Pace.

p. Andrea Brustolon omv