fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 10 Agosto 2022

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Nessuno di noi vuole morire. A volte ci sono persone che sono così tormentate dal dolore fisico e spirituale che arrivano a desiderare la morte, ma anche in quel caso il vero desiderio è quello di porre fine alla sofferenza e non di morire. Non vogliamo morire perché dentro di noi c’è un istinto naturale che ci spinge a vivere, è qualcosa che precede ogni nostro pensiero o ragionamento, noi non siamo fatti per la morte ma per la vita.

E tuttavia, per poter vivere in pienezza la vita, è necessario anche saper morire, non essere ossessionati dalla paura della morte, è necessario esporsi ad una grandissima quantità di rischi. Dobbiamo essere prudenti e cercare di conservare la nostra vita, ma allo stesso tempo dobbiamo anche trovare qualcosa che valga di più della nostra vita, se infatti non abbiamo nulla per cui siamo pronti a dare la nostra vita, anche la nostra vita diventa meno bella, meno preziosa.

La vita mostra tutta la sua bellezza e la sua forza solo quando scopriamo qualcosa che vale più della vita stessa. Noi lo vediamo in modo evidente nella vita dei martiri, come in san Lorenzo che oggi festeggiamo, ma potremmo rimanere stupiti nello scoprire che questo accade anche nel regno animale, dove per esempio le api preferiscono perdere la loro vita, pur di difendere lo sciame. E Gesù ci porta perfino l’esempio di un seme, che se non rinuncia a sé stesso non potrà mai diventare pianta.

Ed è questo che oggi vogliamo comprendere, che la nostra vita terrena è un seme per la vita eterna. E forse questo è il più grande fallimento dell’epoca contemporanea, che ha dato a molte persone la ricchezza necessaria per vivere, ma non è riuscita a dare all’umanità una ragione per cui vivere. Avessimo almeno compreso che la vita dello sciame vale più della vita di un’ape sarebbe già qualcosa, ma l’individualismo ha rimosso anche questo. Ma Gesù ci ricorda oggi e sempre, noi siamo fatti per qualcosa di più grande, c’è qualcosa che vale più della nostra vita.

Fonte: il canale YOUTUBE di fra Stefano