don Mauro Pozzi – Commento al Vangelo di domenica 7 Agosto 2022

165

- Pubblicità -

Il commento al Vangelo di domenica 7 agosto 2022, a cura di don Mauro Pozzi.

Siamo amministratori di qualcosa che abbiamo ricevuto gratuitamente. Cerchiamo di esserne all’altezza.

- Pubblicità -

Link al video

FUTURO E RICCHEZZA

Gesù ci ha insegnato a chiedere, ma non dobbiamo perdere di vista la natura del nostro interlocutore. Dio prepara per noi una vita eterna e naturalmente pensa a come arricchirla.
Noi viceversa che viviamo qui, tendiamo a vedere il futuro in termini umani e pensiamo soprattutto a mettere a posto le sicurezze terrene, come il lavoro e le finanze, che hanno
valore, ma sono limitate come la nostra vita.

Tutto è vanità, dice Qoelet, perché chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare i suoi beni a un altro che non vi ha per nulla faticato. È una visione terribilmente amara, ma sacrosanta. Il punto è sempre lo stesso: viviamo come se tutto dipendesse da noi e come se fossimo eterni e questo ci procura tutti i fastidi e le preoccupazioni che crediamo di evitare con la nostra previdenza.

La pubblicità delle assicurazioni mi fa sempre ridere. Fanno vedere gli assicurati come persone felici e tranquille, come se la polizza li rendesse invulnerabili e immortali. Vai sotto il treno? Ti crolla la casa in testa? Tranquillo, ci pensiamo noi. Invece il Maestro ci suggerisce una strategia diversa: metti da parte qualcosa che ti serva nell’ultimo giudizio. Questo è il senso della parabola. Il ricco crede di essere a posto perché i suoi granai sono strapieni, ma la sua vita non è al sicuro dato che nessuno è immortale.

È meglio preoccuparsi anche del futuro eterno. Sant’Antonio abate paragonava la vita a un albergo dove gli avventori possono permettersi stanze di lusso o modeste a seconda delle loro possibilità. Al termine del soggiorno però, sia gli uni che gli altri, se ne vanno
portando via solo le loro cose e lasciando lì i beni dell’albergo. Nella vita è lo stesso, quando ce ne andiamo portiamo via solo il nostro bagaglio, cioè il bene o il male che abbiamo fatto e, ricchi o poveri che siamo stati, il resto rimane lì.

- Pubblicità -

Non conta la forma, ma la sostanza, ovvero non chi dice Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio. Questa volontà ci è nota: amatevi come io vi ho amati. In altre parole l’egoismo non paga. Ecco che cosa ci fa ricchi e ci garantisce un futuro sereno!