don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo di oggi, 6 Ottobre 2022

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Gesù nel Vangelo di oggi ci offre una radiografia realistica della preghiera, paragonandola alla relazione che si può avere con un amico difficile:

“Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico, prestami tre pani,  perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti; e se quegli dall’interno gli risponde: Non m’importunare, la porta è già chiusa e i miei bambini sono a letto con me, non posso alzarmi per darteli; vi dico che, se anche non si alzerà a darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insistenza”.

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Non di rado, infatti, quando cerchiamo di spiegare la preghiera, la mettiamo subito in rapporto a una relazione che si instaura, e non semplicemente a una performance di parole e di gesti. Ma in questa relazione, molto spesso, abbiamo la sensazione che dall’altra parte non ci sia un amico benevolo, ma un amico difficile. Infatti la preghiera risulta difficile, arida, senza nessuna percezione di qualcuno che dall’altra parte ascolti, accolga, apra.

Allora è proprio questo che Gesù vuole dirci. La ferita di peccato che ci portiamo dentro ci fa proiettare su Dio molte immagini sbagliate che ci tormentano, e queste fanno da impedimento a un contatto con Lui immediato. Allora la preghiera deve diventare perseverante, sfacciata, esattamente come quella di quell’uomo che bussa.

Cioè bisogna pregare con la fede di chi sa che non è possibile cercare, chiedere e bussare e avere solo come risultato una chiusura:

“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”.

E questo per un motivo molto semplice, dall’altra parte c’è un Padre, non un nemico:

“Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!”

Fonte: nellaparola.it

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Qual è la paura più grande che ci assale quando preghiamo? Pensare di non essere ascoltati, di trovarci delusi e da soli, di non riuscire ad avere ciò che ci sembra essere un bene per noi. Quando questa paura prende il sopravvento allora la nostra preghiera diventa titubante, ansiosa, intermittente.

Anzi pur di non sperimentare nessuna delusione preferiamo non chiedere nemmeno, non pregare più. Ecco allora che nella pagina del Vangelo di oggi Gesù prende di petto questa paura che può rovinare radicalmente la nostra preghiera: “Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto”. […] Continua a leggere qui.

AUTORE: don Luigi Maria Epicoco | PAGINA FACEBOOK