don Alessandro Dehò – Commento al Vangelo del 18 Settembre 2022

212

- Pubblicità -

Scandalo è solo la doppiezza

Eppure ho nostalgia di una vita che ha il coraggio di svelarsi,

dell’accusa che schiocca nella sala di un palazzo,

- Pubblicità -

della coerenza del padrone che chiede conto,

che ricorda all’amministratore che solo deve amministrare

ricchezze non sue.

 

Violenza subdola è il potere che finge,

che sembra concedere compassione

che mai si espone per chiedere ragione,

che usa l’altrui errore per mostrarsi benevolo

(e così moltiplica il suo potere in un bieco gioco di ricatti affettivi).

Violenza vera sono i padri che fingono compassionevole mitezza

solo per la paura di non saper reggere il peso della verità.

 

Ho nostalgia di occhi che interrogano, del volto che si espone, che accetta il confronto

che svela ciò che per quieto vivere

potrebbe rimanere celato.

Ho nostalgia del coraggio del conflitto.

 

Ho nostalgia dell’amministratore

che rimane fedele a ciò che è, non finge con se stesso,

non finge con il padrone,

non finge e basta:

di zappare non ha forza,

di elemosinare ha vergogna, questo è e se lo dice.

E non accampa scuse, e non cerca alibi.

C’è una fedeltà profonda nel suo agire

e nessuna ipocrisia. Per questo viene lodato dal padrone.

 

Ho nostalgia della vita che chiede conto.

Di quando si è chiamati a decidere in un momento

a cosa essere fedeli

e di chi non potremmo mai fare a meno.

Ho nostalgia dell’attimo in cui si è in equilibrio

prima di perdere tutto

per ritrovare se stessi.

Ho nostalgia di quando la vita chiede se siamo amministratori della ricchezza dell’amore

oppure tristi procuratori di noi stessi.

 

Ma è solo una povera parabola,

trappola per moralisti ipocriti

che non sanno più scandalizzarsi per ciò che è davvero

indecente: la doppiezza del doppio padrone.

 

Scandalo è la doppiezza dell’ipocrisia,

scandalo è chi usa il Vangelo per interessi personali,

scandalo è usare la fiducia delle persone,

scandalo è non saper amare che se stessi,

scandalo è arricchirsi usando con ipocrisia il nome di Cristo,

scandalo è usare le persone a proprio vantaggio,

scandalo è la diabolica doppiezza,

la divisione profonda,

scandalo è arricchirsi fingendo devozione al Povero.

Scandalo è ogni forma di sistema

che pur di mantenersi in vita obbliga a una patologica menzogna.

 

Scandalo siamo noi quando nel segreto della nostra camera,

in quel silenzio che avvicina all’Assoluto

non troviamo il coraggio di svelare a noi stessi

il tradimento profondo, la doppiezza mascherata.

Scandalo siamo noi, ostacolo per noi stessi,

fino al giorno in cui smetteremo di guadagnare

per perderci, finalmente, nell’Amore.

AUTORE: don Alessandro Dehòpagina Facebook

Leggi altri commenti al Vangelo della domenica