Il commento di don Ezechiele Pasotti al Vangelo del 27 luglio 2014

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Nella 17.ma Domenica del Tempo ordinario, la liturgia ci presenta il Vangelo in cui Gesù parla del Regno dei Cieli mediante tre parabole: il tesoro nascosto nel campo, la perla preziosa, la rete gettata in mare:

“Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo”.

Su questo brano evangelico ascoltiamo una breve riflessione di don Ezechiele Pasotti, prefetto agli studi nel Collegio Diocesano missionario “Redemptoris Mater” di Roma:

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La cosa che colpisce, nelle prime due brevi parabole di oggi, è la gioia che riempie il cuore dell’uomo che trova il tesoro nel campo: pieno di gioia, vende tutti i suoi averi per comprare quel campo; anche il mercante di perle, quando trova “una perla di grande valore”, “va, vende tutti i suoi averi” per comprarla. “Tesoro”, “perla preziosa”: è il Regno dei Cieli, è lo stesso Signore Gesù, colui che dà senso alla vita. “La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù”, sono le parole con cui Papa Francesco apre la sua prima  esortazione (Evangelii Gaudium). Senza questo incontro con Cristo, senza questo “tocco” esistenziale con lui, “non si ascolta più la voce di Dio, non si gode più della dolce gioia del suo amore, non palpita l’entusiasmo di fare il bene. Anche i credenti corrono questo rischio, certo e permanente” (n. 2). Quanto è importante oggi ritrovare, entrare “in questo fiume di gioia” (n. 6), per diventarne testimoni nel mondo: “La gioia del Vangelo che riempie la vita della comunità dei discepoli è una gioia missionaria” (n. 21), dice ancora il Papa, e ci grida: “Mi permetto di insistere: non lasciamoci rubare la gioia dell’evangelizzazione!” (n. 83). Il rischio è che senza questo “tesoro” possiamo trovarci anche noi tra i pesci cattivi che gli angeli separano dai buoni per gettarli nella “fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti”. Coraggio, se oggi sei triste e vuoto, l’Eucarestia a cui sei invitato può farti ritrovare la “perla preziosa”.

Fonte: Radio Vaticana

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