Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 11 Settembre 2022

89

- Pubblicità -

La lettura di oggi rappresenta forse una delle più belle e piene pagine del Vangelo, il cui primo e profondo significato è molto chiaro: il nostro Dio di amore e misericordia accoglie tutti. All’inizio del capitolo 15 di Luca troviamo Gesù che parlava e banchettava circondato da peccatori e pubblicani (giudicati disonesti per natura e impuri), entrando in comunione con loro.

All’atteggiamento giudicante di farisei e scribi, Gesù si contrappone esponendo tre parabole, le tre parabole della misericordia, che rivelano l’immagine di Dio e il comportamento di Gesù. Le prime due parabole hanno molti tratti in comune: la perdita di qualcosa di amato, la ricerca per ritrovarlo, e la gioia incondizionata provata nel momento del ritrovamento. Il significato poi di queste parabole è spiegato da Gesù stesso: “Così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione” e similmente per la seconda parabola.

Ecco qui presente il vero essere di Dio, colui che non lascia nessuno indietro, colui che va a cercare chi si è perso (chi ha commesso peccato), e con immensa gioia lo (ci) accoglie nel suo Regno. E questa immagine diventa ancora più chiara nella terza parabola, la parabola del Padre misericordioso. La conosciamo bene tutti: il figlio minore lascia la casa del padre con la sua parte dell’eredità, dilapida il patrimonio che aveva ricevuto e si ritrova ad accudire i porci, non avendo di che mangiare.

Qui avviene la svolta. Il figlio minore si pente, capisce i suoi sbagli, ed è pronto a prostrarsi ai piedi del padre per chiedere perdono. Come nelle due parabole precedenti, anche qui vediamo la svolta: colui che sembra perduto per sempre può essere ritrovato, riaccolto. E l’immagine del Padre Misericordioso, emersa in precedenza, qui appare veramente in tutta la sua misericordia e amore. Senza esitare un istante, accoglie il figlio perduto con immensa gioia.

E si ribadisce il concetto: nessuno è così perduto da non poter chiedere perdono a Dio, nessuno è lasciato indietro.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

I commenti di questo mese sono curati da Centro Diocesano per le Vocazioni di Pisa