“Io accolgo te nel Signore”: criteri di discernimento dal rito del matrimonio

334

“Io accolgo te nel Signore”: criteri di discernimento dal rito del matrimonio a cura di Egidio Palumbo, ocarm

I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ – 2016 promossi dalla Fraternità Carmelitana di Barcellona Pozzo di Gotto

DISCERNIMENTO E RESPONSABILITÀ “Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” (1Ts 5,21)

1. Liturgia, fede e vita

La scelta di individuare nel Rito del Matrimonio alcuni criteri di discernimento essenziali per la vita cristiana delle famiglie, è motivata da una ragione fondamentale. Alla base di ogni libro liturgico della Chiesa vi è l’antico e sapiente adagio patristico: “lex orandi, lex credendi”, ovvero “ciò che si prega, esprime Colui in cui si crede e ciò che è creduto”.

Questo significa che nella Liturgia la Chiesa orante esprime la sua fede, la sua relazione con il Dio di Gesù Cristo, Dio credibile e affidabile, e nello stesso tempo esprime la sua risposta di fede al Dio credibile e affidabile. E se a “lex orandi, lex credendi” aggiungiamo anche “lex vivendi” (“ciò che si tenta di vivere”), allora nella Liturgia la Chiesa orante non solo esprime la sua fede, ma anche il suo vissuto, cioè la fede testimoniata nel vissuto quotidiano dei credenti.

E così abbiamo l’adagio completo “lex orandi, lex credendi, lex vivendi”, che mostra, in modo eloquente, lo stretto rapporto tra liturgia, fede e vita. […]

Il testo continua su “Pietre Vive