Voto

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    È una promessa fatta liberamente da un adulto di compiere una cosa che di per sé non è richiesta dai comandamenti di Dio, né dai precetti della Chiesa, né da altri obblighi. L’adempimento dei voti cade sotto la virtù della religione (cf CIC 1191-1198). Nell’AT, esisteva già la pratica di fare dei voti (Lv 27,1-33; Dt 24; 1 Sam 1,11), alle volte con tragiche conseguenze (Gdc 11,30-40). Questa prassi continuò nel NT (At 21,23-26). I voti possono essere privati o pubblici. Sono pubblici se vengono pronunciati alla presenza di testimoni, com’è il caso dei primi voti, semplici (non solenni) emessi dai membri di Istituti religiosi subito dopo il noviziato. Se questi voti pubblici legano per tutta la vita, si chiamano voti perpetui. Se impegnano solo per un certo periodo di tempo, dopo di che possono essere rinnovati, si chiamano voti temporanei. I voti perpetui solenni comportano maggiori esigenze per chi li pronuncia; sono riconosciuti tali dall’autorità competente della Chiesa e solo l’autorità pontificia può concedere la dispensa. Cf Castità; Novizio; Obbedienza; Povertà; Vita religiosa.