Visioni

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    Esperienze insolite in cui si manifestano esseri dell’altro mondo e che possono essere allucinazioni puramente soggettive o invece genuine comunicazioni di Dio (Is 6,1-5; Le 24,23; At 7,31; 10,17.19; 11,5; 12,9; 16,9-10; 2 Cor 12,1-4). La Chiesa gerarchica ha ritenuto degne di essere credute solo poche apparizioni di Maria, come quelle al beato Juan Diego, un contadino azteco, a Guadalupe, in Messico (1531), a santa Caterina Labouré, Parigi (1830), a La Salette, Francia (1846), a Bernardetta Soubirous a Lourdes (Francia) (1858), e a Lucia, Francesco e Giacinta a Fatima, Portogallo (1917). Le visioni possono essere corporee, quando si vede qualcosa; immaginative, quando l’immaginazione interiore è colpita (mentre non lo sono i sensi esterni); intellettive, quando il veggente riceve una percezione subitanea e non mediata delle verità divine. Le visioni autentiche non possono mai aggiungere un « nuovo » contenuto al deposito della fede. Esse non fanno che ricordare ai cristiani ciò che è già stato rivelato in Cristo e danno un incoraggiamento pratico ad una riforma morale e spirituale. Presunte visioni che, almeno a lungo andare, non producono « i frutti dello Spirito » (Gal 5,22-23; cf Mt 7,15-20) sono, proprio per questo motivo, fortemente sospette. Cf Apparizioni del Signore risorto; Deposito della fede; Mistica; Rivelazione.